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lunedì 6 giugno 2011

HANNO STUDIATO PER FARE I MAESTRI MA IL LORO TITOLO NON VALE PIU'


Tanta fatica per nulla, o quasi. «Se avessi saputo che andava a finire così non mi sarei neppure iscritta», sbotta Veronica Cogo. Lei è una dei quasi 1.500 ragazzi che studiano scienze della formazione primaria a Torino e che meno di un mese fa hanno scoperto che il loro titolo rischia di valere molto meno di quanto credevano all’inizio dei loro studi.

Il motivo? Veronica sognava di diventare una maestra di scuola materna o elementare, solo che dovrà accontentarsi di provare a bussare alle porte degli istituti privati per trovare un posto di lavoro. Perché un posto a tempo indeterminato in quelle pubbliche con ogni probabilità le sarà precluso per sempre.

Così ha deciso il ministero dell’Istruzione, che ha varato i nuovi criteri per diventare docente. Dal 2011, infatti, il corso di laurea in scienze della formazione diventerà quinquennale (finora è stato quadriennale) e in futuro diventerà l’unico modo per ottenere una cattedra. Nel frattempo, però, le scuole continueranno a pescare dalle famigerate graduatorie ad esaurimento, create nel 2007 e aggiornate nel 2009. Finora chi frequentava uno dei percorsi che abilitano all’insegnamento poteva chiedere di essere inserito con riserva e poi entrare ufficialmente nelle liste una volta conseguito il titolo. Da quest’anno, invece, il ministero ha stabilito che non sarà più possibile.

"In questo modo – spiega Veronica Cogo – siamo stati tagliati fuori: ci è stato tolto il diritto di diventare maestri a tempo indeterminato. E la situazione riguarda me come altri 20 mila studenti in tutta Italia che si sono immatricolati in scienze della formazione dal 2008 in poi. L’unica colpa che abbiamo è di essere a cavallo tra un vecchio ed un nuovo ordinamento". Perché lei e i suoi compagni si sono iscritti all’università o troppo presto o troppo tardi: «Il paradosso – aggiunge la studentessa – è che frequento lezioni gomito a gomito con persone che una volta laureate avranno le mie stesse competenze ma che a differenza mia potranno rientrare nelle graduatorie soltanto perché si sono immatricolate un anno prima».

La segretaria della Cisl Scuola Torino, Teresa Olivieri, conferma: "Purtroppo questi ragazzi si trovano in una fase transitoria. Senza la possibilità di essere inseriti nelle graduatorie permanenti l’unica altra strada per diventare insegnante è quella del concorso pubblico, ma rischiano di aspettare anni prima che ne venga indetto uno". Però, dice la sindacalista, una possibilità potrebbe esserci: "Si sta ragionando alla possibilità di avviare dei corsi annuali abilitanti per che in sostanza valgano come il quinto anno del nuovo corso di scienze della formazione. Credo che una scappatoia verrà trovata, ma al momento non si sa ancora nulla".

Non tutto è perduto, comunque. Il coordinamento nazionale “Docenti abilitandi e abilitati per le graduatorie a esaurimento” sta infatti cercando di fare pressioni in Parlamento per ottenere un emendamento al decreto, anche se il tempo stringe e la decisione del ministero potrebbe diventare definitiva in questi giorni. Veronica incrocia le dita: "Non vogliamo che la scuola pubblica sia sanata sulla nostra pelle".


Repubblica

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mercoledì 27 aprile 2011

COMMERCIO IN AFFANNO, BRUCIATI 25MILA POSTI DI LAVORO NEL 2010


TORINO - Era una spugna sicura, un polmone accogliente. Un autentico ammortizzatore sociale in tempi di crisi. E invece il terziario, per la prima volta dal lontano 1993, nel 2010 ha fatto cilecca: a Torino e in Piemonte non solo non ha assorbito i lavoratori espulsi da altri settori, ma ha perso addetti.

E neanche pochi: 25 mila nella regione, di cui 20 mila a Torino. E a sorpresa la tanto vituperata industria - da molti data in estinzione - rivela un’improvvisa vitalità, con 9 mila posti in più di cui 2 mila a Torino. Siamo molto lontani dall’aver recuperato la voragine - 50 mila posti persi solo a Torino - aperta negli anni crisi. Ma è il segno che una modestissima ripresa c’è e soprattutto è il segno che forse si è invertita una tendenza che ha visto crescere per decenni il terziario. E adesso l’interrogativo è se la crisi sia passeggera o se si sia avviato un processo irreversibile.

I dati sono dell’Istat, elaborati dall’ufficio studi dell’Unione industriale. Offrono una sintesi di una situazione inaspettata e decisamente in controtendenza rispetto a ogni altra crisi vissuta dalla regione e dalla città. In Piemonte nell’ultimo anno l’occupazione è cresciuta nell’agricoltura, passando da 72 a 75 mila posti (+4,6%), nell’industria manifatturiera. da 464 a 473 mila (+2%) e nei settori del terziario diversi dal commercio (da 901 a 905 mila, +0,4%). È calata nel settore delle costruzioni da 146 a 138 mila (-4,9%) e nel commercio da 278 a 253 mila (-9,2%). Complessivamente si sono persi 16 mila posti passando da 1.860.000 a 1.844.000.

Alcuni elementi sono mutati nel corso dell’anno. Commenta il direttore dell’ufficio studi, Mauro Zangola: «Nell’agricoltura l’occupazione è iniziata a crescere a partire dal secondo trimestre, mentre nell’industria manifatturiera la creazione di nuovi posti di lavoro è iniziata a partire dal terzo trimestre. Nel settore dei servizi diversi dal commercio la battuta d’arresto è arrivata nel quarto trimestre dopo essere cresciuta nei tre trimestri precedenti. Gli unici settori in cui l’occupazione è scesa costantemente durante l’anno sono il commercio e le costruzioni».

Zangola analizza un andamento di lungo periodo, quello tra il 1993 e il 2010, che indica tendenze consolidate. Dice: «La crescita dell’occupazione agricola dura da circa tre anni. L’aumento degli occupati nell’industria riflette, invece, un miglioramento del clima economico nel corso del 2010 rispetto al 2009. Congiunturale anche il calo di 7 mila addetti dell’edilizia».

Ma i veri elementi forti dell’analisi sono altri. Zangola spiega: «Qualche elemento di novità e di preoccupazione emerge dall’andamento dell’occupazione nei settori dei servizi, in calo da un biennio dopo almeno quindici anni di crescita costante e significativa. Tale fenomeno sembra dovuto soprattutto al calo dell’occupazione nel commercio, mentre negli altri comparti del terziario l’occupazione ha sostanzialmente tenuto».

Torino non si discosta: l’industria nel suo complesso fa registrare per la prima volta un piccolo, ma significativo aumento degli occupati: più 2000. Si riduce invece di circa 20 mila posti l’occupazione del terziario.

E questo che cosa significa? Zangola ipotizza una spiegazione: «La perdita di posti di lavoro rilevata dall’Istat in questi ultimi trimestri deve far riflettere e dare risposte a una domanda: “In quale misura la crisi di questi ultimi tempi ha influito sul livelli occupazionali del terziario? Quali sono i fattori più strutturali che stanno incidendo negativamente sulla capacità di crescita di questo comparto?”». Spiega: «Credo si sia esaurito il ciclo di crescita della grande distribuzione mentre il commercio al dettaglio soffre per il calo dei consumi. Poi ci sono i tagli alla spesa sociale che ha comportato tagli all’occupazione. E ovviamente il terziario legato all’industria ha sofferto della crisi generale».


La Stampa

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sabato 12 marzo 2011

BOOM DEL TURISMO, DIECIMILA POSTI PER CHI CERCA LAVORO


In coda per ore con un foglio e una speranza, quella di trovare lavoro, di quelli che ti aiutano anche un po’ a crescere e che magari ti diverti anche. Perché no. E’ successo a migliaia di ragazzi - quasi tremila giurano gli organizzatori - che ieri si sono a «Io Lavoro», al Pala Isozaki. Cinquantatre le aziende e associazioni d’impresa che partecipavano alla decima edizione della fiera delle opportunità, dedicata al settore turistico alberghiero e benessere, in programma ieri e oggi. I tremila carichi di aspettative si sono presentati per colloqui con tour-operator, alberghi, villaggi, centri benessere, ristoranti e agenzie di animazione alla ricerca di personale.

E la speranza di un’occupazione è ben riposta: le aziende cercano per la stagione estiva 1.800 animatori, 310 capo villaggio e capo animatori, 135 cuochi, 50 aiuto cuoco, 21 pizzaioli, 10 food and beverage manager, 15 maître, 76 baristi, 145 camerieri, 85 camerieri ai piani, 57 estetiste, 16 parrucchieri, 500 ballerini e coreografi, 550 istruttori sportivi, 159 assistenti bagnanti, 650 assistenti turistici, 169 fotografi, 10 governanti, 20 guest-relation, 50 receptionist e 160 educatori. Nell’ultima edizione - a ottobre dell’anno scorso - sono stati oltre dodicimila i colloqui di lavoro e quasi la metà delle candidature è andata a buon fine. Dall’analisi dell’Agenzia Piemonte Lavoro: il 25% ha trovato un’occupazione in Italia e in Francia.

«Io Lavoro» è un’inziativa di Regione, Provincia e Città di Torino con il coordinamento dell’Agenzia Piemonte Lavoro e in collaborazione con i Servizi per l’impiego della Provincia di Torino e della Regione Valle d’Aosta, l’Agenzia Liguria Lavoro, la Provincia di Savona, i Servizi per l’Impiego francesi Ple Emploi della regione Rhone-Alpes, la rete Eures e la Direzione regionale dell’Inps.
L’Inps partecipa quest’anno per la prima volta alla manifestazione con i suoi sportelli, così come l’Agenzia Liguria Lavoro e la Provincia di Savona con le offerte di lavoro delle aziende liguri. E ieri neanche lo sciopero dei mezzi pubblici ha fermato gli studenti che anche con i professori si sono presentati per vedere da vicino il mercato del lavoro. «Gli avviamenti al lavoro nel 2010 nel settore turistico - dice Claudia Porchietto, assessore regionale al Lavoro - sono oltre 75 ottocento un incremento del 5%. E comunque restano difficoltà nel trovare cuochi, camerieri, estetisti e parrucchieri esperti».

«Quest’anno i Centri per l’Impiego della Provincia di Torino - ha dichiarato Carlo Chiama, Assessore al Lavoro Provincia di Torino - si presentano insieme all’Inps. Un’azione importante di integrazione dei servizi iniziata con la realizzazione del Centro Polifunzionale di via Bologna». «Anche questa edizione di Io Lavoro - ha spiegato Tom Dealessandri, vicesindaco del Comune di Torino - sarà un successo. Le centinaia di manifestazioni per il 150° dell’Unità d’Italia richiameranno molti turisti e offriranno una grande opportunità alle aziende e a chi cerca lavoro».


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martedì 8 febbraio 2011

LE 200 AZIENDE "UE" CHE ASSUMONO IN TEMPO DI CRISI, 16 SONO ITALIANE

Creare occupazione si può, anche in tempo di crisi. E in Europa, secondo un’indagine di Europe’s 500, ci sono 200 aziende che assumono anche in tempo di recessione, puntando sull’innovazione, e che hanno creato, tra il 2007 e il 2009, quasi trentamila posti (28.851). Ciascuna di loro ha oggi una media di 878 dipendenti e, ogni anno, ha assunto 71 addetti a tempo pieno in più. Sedici di queste aziende sono italiane.

La top 10 - In testa a tutte c’è la Mears Group Plc che tra il 2007 e il 2009 ha visto crescere la propria forza lavoro di 4500 unità. Dietro di lei la Jumbo Supermarketen B.V., impresa olandese, che ha creato 4.011 posti di lavoro. La terza piazza è andata alla francese Webhelp con un incremento occupazionale pari a 2.300 addetti a tempo pieno (vedi la TOP 10 europea).

Le italiane finite in classifica sono 16 e quattro di queste sono inserite nella TOP 50 - Davanti a tutte c’è la Ital Tbs Telematic & Biomedical Services Spa che in due anni è cresciuta, in termini occupazionali, di 401 unità e si è classificata al ventottesimo posto. Dietri di lei la Formula Servizi Società Cooperativa (con 320 posti in più) finita alla 38esima piazza. Poi, la CirFood (343 addetti in più) e la Comolli Ferrari & C. Spa (200 occupati in più).


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martedì 2 novembre 2010

ALLARME LICENZIAMENTI IN ARRIVO, OLTRE 100 AZIENDE A RISCHIO


Sono ancora 20 mila i metalmeccanici in cassa integrazione a Torino e provincia. Anche il mese di settembre, seppur con un piccolo rallentamento, vede accumularsi le richieste di fermate. Naturalmente rispetto a due anni fa e anche al 2009 cambiano le tipologie. Secondo una ricerca della Fim torinese continua a scendere la richiesta di ordinaria perché ormai le imprese, dopo due anni di recessione, hanno finito le 52 settimane previste per questo tipo di cassa. È stabile la cassa straordinaria - anche se sono 106 le richieste in 9 mesi contro le 88 del 2009 - mentre aumentano moltissimo le casse in deroga non tanto come richieste aziendali - intorno alle 100 richieste mensili - ma come numero di lavoratori: più del doppio della media mensile sino a settembre.

Un dato che spaventa il segretario Fim, Claudio Chiarle: «Non solo non c’è un miglioramento sensibile, ma la crescita della cassa in deroga significa che siamo alla frutta. Senza interventi adeguati per sostenere la ripresa produttiva c’è il rischio che a fine anno o all’inizio del 2011 si arrivi alle mobilità, cioè ai licenziamenti». I dati della cassa in deroga, inoltre, dimostrano che rispetto al 2009 sono raddoppiate le richieste aziendali, ma non sono aumentati in modo equivalente i lavoratori; significa, secondo la Fim, che questo tipo di ammortizzatore sociale è sempre più usato dalle piccole aziende e dagli artigiani.

Ma in questa situazione così difficile sono stati raggiunti negli scorsi mesi accordi integrativi in venti imprese con 5700 addetti in totale. Sembrano pochi, ma con una media di 20-25 mila operai fermi sono un numero significativo. Soprattutto dimostra come ci siano enclave di imprese che riescono a crescere. La media del salario variabile contrattato è di mille euro, in alcuni casi sono state aumentate rispetto al contratto collettivo le indennità turno e in tre casi è cresciuto il welfare aziendale.

Ci sono casi di scambio tra uscite di persone vicine alla pensione e l’ingresso di giovani. La Alcar è la prima azienda della Val Susa, ad esempio, a essere uscita a dalla crisi e a aver fatto un accordo non solo difensivo. In un anno potranno essere assunti 25 ragazzi mano a mano che andranno a casa i più vecchi. La Alcar - che lavora per la Caterpillar e occupa a Vaie 220 addetti - ha diversificato la produzione.

Un altro accordo è stato firmato alla Kuene-Nagel di viale Puglia che gestisce la logistica Iveco con oltre 80 mila codice differenti di prodotto. Spiega il delegato Fim, Michele De Bonis: «Si è tenuto conto di parametri classici e altri nuovi. Ad esempio il miglior utilizzo dei delicati carrelli a batteria. Quel che si risparmierà in manutenzione sarà dato ai lavoratori». Il massimo del premio può arrivare a 2 mila euro. Alla Vishay Semiconductor Italia di Borgaro, 260 addetti, dopo mesi di cassa è arrivata la ripresa e l’intesa sul premio. Il delegato Fim, Donato Irenze, racconta che «ci sono dieci punti che misurano qualità, produttività, raggiungimento degli obiettivi, presenza». Sono analizzati ogni 3 mesi e ciascun punto corrisponde a un aumento dell’1%.


(LASTAMPA.it)
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lunedì 1 novembre 2010

LAVORO, RADDOPPIANO I DISOCCUPATI SOTTO I 24 ANNI


Silenziosi come fantasmi si disperdono in un mercato del lavoro ostile. I giovani torinesi pagano un alto prezzo alla crisi tanto che l’assessore provinciale Carlo Chiama parla di «una generazione che si sta bruciando». E neppure la precarietà ha protetto i ragazzi nella recessione. Tra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione era del 31,1 per cento nel 2009 contro il 18,5 del 2008; va un poco meglio tra i 20 e i 29 anni con un tasso comunque alto: il 17% salito di ben sette punti rispetto al pre crisi.

Uno studio della Provincia, che gestisce i Centri per l’Impiego, evidenzia una situazione pesantemente negativa: i giovani tra i 20 e i 29 anni hanno risentito più della media del generalizzato calo degli avviamenti. Per loro un contratto a tempo indeterminato resta un sogno, mentre si schiudono contratti a tempo e di durata inferiore a quelli degli adulti precari. E nella crisi sono crollati gli avviamenti al lavoro con contratto di apprendistato, quelli che erano stati inventati proprio per convincere le imprese a aprire le porte ai giovani e che nella stragrande maggioranza dei casi portavano a una assunzione stabile. Tra il primo semestre 2008 e il primo semestre di quest’anno le assunzioni dei ragazzi sono passate dal 32,8% del totale al 30,7. Erano 73 mila nel 2008, su 223 mila «avviamenti» complessivi, sono scesi a 53 mila su 174 mila. Ma il vero nodo non è solo la diminuzione di lavoro - che ha duramente coinvolto tutti o quasi -, è il tipo di lavoro. I giovani sono il 30% degli avviati, ma solo il 20 per cento di quelli che finiscono in un contratto a tempo indeterminato, il tanto vituperato posto fisso che rimane però una aspirazione diffusa. Su 21 mila assunzioni totali a tempo indeterminato solo 4 mila sono di giovani.

I giovani stanno nella media, invece, per i contratti a tempo. Ma la durata per loro è inferiore: si passa da una media di 125 giorni per gli adulti a 122 per i giovani, però a fine 2009 la differenza era arrivata addirittura tra 141 e 125.

C’è un unico tipo di contratto che si sta riprendendo, quello interinale. Alla forte contrazione degli avviamenti nel primo periodo della crisi con una riduzione del 38% (da 46.213 del primo semestre 2008 a 28.673 del primo semestre 2009), è seguito un recupero: nel primo semestre del 2010 gli avviamenti sono stati in totale 39.026 (+36%). Ma chi ha tra i 20 e i 29 anni non ne ha beneficiato, anzi: l’incidenza relativa è infatti passata dal 42,3% del primo semestre 2008 al 40,5 del primo semestre 2009 per attestarsi al 37,5% del primo semestre 2010.

Anche i dati relativi alle durate medie dei contratti mostrano un andamento sfavorevole nella fascia di età 20-29 anni. Se nel primo semestre del 2008 la durata media era favorevole ai giovani (36,5 giorni contro 35,3 giorni della media), nel primo semestre del 2010 il rapporto si è invertito (27,3 giorni contro 30,2 giorni). Infine l’apprendistato: gli avviamenti sono crollati da 7600 ai 4700 attuali.

L’assessore Chiama non ha dubbi: «Quella dei giovani è la vera emergenza. Si potrebbe sintetizzare: hanno poco lavoro e hanno lavoro brutto. A differenza di 20-30 anni fa i ragazzi di oggi rimangono sempre deboli sul mercato del lavoro. I nostri Centri per l’impiego inseriscono giovani in aziende e controllano che gli stage siano reali e non solo modi per usare lavoratori gratis»: Aggiunge: «Però la situazione non si sblocca se non si arriva a veri e propri incentivi a chi assume stabilmente gli under 30. Non è accettabile che il destino di migliaia di giovani sia 3 mesi di lavoro, 6 a casa. Un’incertezza che devasta qualsiasi progetto di vita».


(LASTAMPA.it)
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domenica 17 ottobre 2010

A SETTEMBRE OLTRE 640 IN CASSA INTEGRAZIONE


A settembre risultano essere oltre 640 mila i lavoratori in cassa, che hanno subito, nei primi nove mesi dell'anno, un taglio netto del reddito per oltre 3,5 miliardi di euro, più di 5.500 euro per ogni singolo lavoratore. Sono questi alcuni dei numeri che emergono dalle nuove elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell'Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale nel rapporto di settembre.

Dall'analisi della Cgil il ricorso alle ore di Cassa integrazione a settembre segna un aumento del +34,8% rispetto al mese precedente, per un totale di ore pari a 103.228.193. Secondo l'Osservatorio la crescita registrata a settembre su agosto "è minore se rapportata a quanto è avvenuto negli anni passati: la particolarità non dipende da una crescita più contenuta nella richiesta della Cig ma dal fatto che, in modo crescente, in questi ultimi tre anni si è stabilizzato in negativo uno zoccolo di Cassa integrazione sempre più alto, fino ad attestarsi nell'anno in corso intorno ai 100 milioni di ore mese".

Nel periodo gennaio settembre l'aumento complessivo delle ore di Cig è stato del +50,5%, sullo stesso periodo del 2009, per un totale di 925.673.480 ore autorizzate: un trend che porterà, rileva il rapporto, "il cumulo delle ore del 2010 ben oltre il miliardo". Secondo il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, "dai dati del nostro Osservatorio emerge una crisi che continua ad essere molto dura per i lavoratori e per le stesse imprese: la Cig continua a crescere, nonostante segnali di ripresa dell'economia, mentre le crisi aziendali si moltiplicano senza che dal governo arrivino risposte adeguate". La Cassa integrazione ordinaria (Cigo) registra un aumento considerevole a settembre sul mese precedente (+189%), per un totale di ore pari a 26.049.659, tornando così ai valori medi degli ultimi tre mesi. Da inizio anno la Cigo ammonta a 275.697.885 ore, mettendo a segno una flessione, sui primi nove mesi dello scorso anno, del -33,6%.

La Cassa integrazione straordinaria (Cigs) fa segnare sempre a settembre un aumento sul mese di agosto del +39,9%, con 44.858.960 ore. Nell'intero periodo gennaio-settembre l'aumento è consistente (+168,7%), per un volume di 364.108.705 ore di Cigs. I settori con aumenti maggiori, nei primi nove mesi dell'anno sullo stesso periodo dello scorso, sono quello metallurgico (+578,4%), il legno (+351,7%), il meccanico (+307,2%) e l'edilizia (+142,1%).

La Cassa integrazione in deroga (Cigd), dopo un aumento ininterrotto da luglio del 2009, per la prima volta segna una battuta d'arresto, registrando a settembre una diminuzione sul mese precedente del -8,9% per un totale di ore pari a 32.319.574. Da gennaio a settembre di quest'anno sono state autorizzate 285.866.890 ore di Cigd registrando così un incremento sui primi nove mesi del 2009 del +344,3%. I settori con il maggiore ricorso alla Cigd continuano ad essere quelli che non rientrano nella normativa attuale della Cigs. Il raffronto tra gennaio e settembre 2010 sullo stesso periodo del 2009 evidenzia aumenti consistenti nel settore dell'edilizia (+1.532,6%), segue la chimica (+553,1%), il legno (+838%) e il commercio (+442,5%). La piccola industria meccanica (+314,9%) ha il volume più alto con 87.825.904 ore da gennaio a settembre. Le regioni maggiormente esposte con la Cigd restano la Lombardia con, da inizio anno, 71.479.759 ore (+264,9%), e l'Emilia Romagna con 40.965.719 ore (+1732%). Il rapporto evidenzia come in quasi tutti i settori le percentuali di aumento della cassa in deroga vadano oltre il 300%.

"Tutto l'apparato produttivo resta profondamente coinvolto nella crisi, dalla grande alla piccola azienda, attraversando trasversalmente tutti i settori". Inoltre, si sottolinea nel rapporto, "da questo mese è evidente una novità rappresentata da un aumento consistente soprattutto nei settori direttamente produttivi: occorre verificare in che misura può essere il risultato di un allargamento ulteriore delle difficoltà produttive del settore manifatturiero o se è il risultato per molti lavoratori del passaggio dalla Cigs alla Cigd". Motivi per i quali Scudiere rilancia l'allarme sulla cassa in deroga: "Il continuo e consistente aumento della Cigd sta andando ben oltre il peso registrato nel 2009. Per questo si rende necessario e urgente un intervento del governo per rifinanziare uno strumento prima della scadenza di fine anno".


(LAREPUBBLICA.it)
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venerdì 30 luglio 2010

LAVORO, PIEMONTE: INTROVABILI INFERMIERI,INGEGNERI E GELATAI


Infermieri, ingegneri elettronici e delle telecomunicazioni, specialisti del controllo e della gestione nelle imprese private, pavimentatori e posatori di rivestimenti, pasticceri e gelatai: in un mercato del lavoro piemontese ancora sofferente, chi cerca un impiego in questi ambiti avra', nel 2010, maggiori probabilita' di trovarlo. Sono le figure professionali per cui le imprese di Piemonte e Valle d'Aosta manifestano le maggiori difficolta' di reperimento, secondo l'indagine Excelsior curata da Unioncamere.


(ANSA.it)
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lunedì 7 giugno 2010

JOB MEETING Dal mondo dell'Università a quello del lavoro


Job Meeting, l'iniziativa che ci sarà mercoledi 09 maggio 2010 dalle ore 09,00 alle ore 17,00, presso la facoltà di Economia- Università degli Studi di Torino in C.so Unione Sovietica 218/bis, è una giornata dedicata all'orientamento al lavoro, un momento importante di incontro e confronto tra gli studenti universitari, neolaureati di tutte le aree disciplinari e i responsabili delle aziende.
Job meeting è stata patrocinata dall'Università degli Studi di Torino, dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino e dall'ASFOR (Associazione Italiana per la Formazione Manageriale) ed è stato possibile realizzarla grazie alla collaborazione con ESCP europe, Settore Politiche Giovanili della Città di Torino e dalla divisione servizi agli studenti- Settore Coordinamento Job Placement dell'Università di Torino.
La giornata prevede momenti di seminari, workshop e verranno affrontati argomenti come "Trovare lavoro è una battaglia? A voi le armi 2.0: CV, stage, web...e tanta creatività", "Come si affronta un colloquio in azienda" e "Avvocati d'affari e consulenti fiscali: far carriera come partner dell'impresa" all'interno di un programma che è possibile consultare sul sito www.jobmeeting.it; inoltre, sullo stesso sito, è possibile registrarsi e in automatico si viene inseriti nella mailing list della Cesop Communication, la quale terrà costantemente aggiornati sulle offerte di lavoro, stage e aggiornamenti sul panorama della formazione superiore italiana e internazionale. Leggi tutto...