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martedì 19 ottobre 2010

DALL'AZIENDA PIEMONTESE "MARCOPOLO" IMPIANTO DI BIOMASSA


De André recitava: “Dal letame può nascere un fior”. Qui si parla di elettricità. Un po’ più prosaico, ma la sostanza non cambia poi molto: le deiezioni animali – termine tecnico per indicare le loro “cacche” – possono essere trasformate in energia elettrica. Ottenendo tre risultati: si riduce la dipendenza da fonti fossili, si evita l’emissione in atmosfera di anidride carbonica e si risolvono i problemi di molti agricoltori che non sanno cosa fare degli escrementi dei loro animali.

L’idea ha radici ormai trentennali ed è stata raccontata durante l’VIII Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura “People Building Future” organizzato dall’associazione Greenaccord a Cuneo.

A fine anni ‘70 un allevatore di bovini di Cuneo, Antonio Bertolotto, si trovò nella necessità di risolvere un problema molto concreto: la legge Merli infatti fissò dei limiti alla quantità di liquami animali spargibili nei campi. Per gli allevatori, un problema non da poco, perché senza terreni sufficienti dovevano ridurre il numero di capi di bestiame. Bertolotto inventò un impianto di “biomasse zootecniche”, potenzialmente in grado di trattare gli escrementi animali e di trasformarli in energia elettrica.

Troppo futuristico per l’epoca: la rete e le leggi non prevedevano la possibilità di recuperare energia in tal modo. La sua azienda – la Marcopolo – si buttò allora nel settore rifiuti: nelle discariche si produce infatti biogas assai dannoso per l’ambiente, che quindi va distrutto. La risposta della Marcopolo fu quella di brevettare impianti da affiancare alle discariche, per bonificarle e produrre energia verde.

“Questa è la vera energia verde – tiene a sottolineare Alessia Bertolotto, che di Antonio è figlia e siede oggi nel CdA della società – perché oltre a produrre kwatt puliti elimina gas dannosi per l’atmosfera e per la salute umana”. Il biogas non trattato, infatti, finisce nell’acqua piovana e quindi, ricade sulle colture che finiscono nei nostri piatti. Qualcosa di simile avviene con il letame: gettato in quantità eccessiva nei campi, li brucia e crea un danno enorme. La Marcopolo prende il letame in eccesso (per la felicità degli allevatori, non più costretti a “tagliare” sul numero di capi) e lo inserisce in un ciclo chiuso. Nei suoi impianti viene “trattato” e trasformato in una risorsa, due volte positiva: serve per produrre energia che alimenta aziende e abitazioni. Inoltre, addizionato di microorganismi (rigorosamente non Ogm) diventa “ammendante”: in pratica un concime di qualità (il suo nome è Humus Anenzy) che “bonifica” i campi eliminando le sostanze chimiche presenti nel terreno a causa di massivi usi di diserbanti, concimi chimici, fitofarmaci e monocolture spinte.

Una strategia che ha ottenuto il plauso anche delle associazioni ambientaliste (Legambiente l’ha inserita tra le politiche virtuose, segnalate nel suo rapporto Comuni Rinnovabili 2010). All’inizio dell’anno è partito l’impianto di Alessandria e il 5 luglio è stato inaugurato un altro a Vignolo (Cuneo). I primi due di un pacchetto di venti, che l’azienda ha intenzione di attivare per produrre 20 MW di energia elettrica. Ciò permetterà di distruggere, ogni ora, 5mila metri cubi di biogas, di evitare 70 tonnellate di Co2 e di alimentare 68mila abitazioni private. Per la bolletta energetica nazionale, significherà un risparmio di quasi 300 barili di petrolio ogni giorno.


(AFFARITALIANI.it)
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martedì 5 ottobre 2010

IN ARRIVO SCANNER FACCIALE NELLE SCUOLE INGLESI


Il registro delle presenze? Roba vecchia. D’ora in avanti, per fare l’appello in classe, i professori potranno usare un sistema di controllo facciale, che scannerizza i volti degli studenti all’ingresso della scuola e permette di beccare gli eventuali ritardatari, come pure di inviare “comunicazioni di servizio” ai ragazzi che si apprestano ad entrare in aula. Sviluppata dalla “Aurora Computer Services” del Northamptonshire, la tecnologia di riconoscimento facciale (usata anche negli aeroporti) è già stata introdotta in dieci scuole britanniche (nel Northamptonshire, nell’Hertfordshire e nel Cambridgeshire, mentre alla “Sir Christopher Hatton School” è in funzione dal mese scorso) e se l’esperimento-pilota darà esito positivo, verrà presto estesa altrove.

SI PASSA DAVANTI E SCATTA LA FOTO - Il sistema, chiamato “Register”, costa 9mila sterline (pari a quasi 10.400 euro), ha le dimensioni di un foglio A3 ed è stato installato alla reception della scuola per regolare l’accesso degli studenti: basta avvicinare il volto al dispositivo che questo scatta una foto in 3D, che viene poi scannerizzata mediante raggi infrarossi, per accertare che i dati letti corrispondano alle caratteristiche biometriche di una determinata persona; a quel punto, bisogna digitare un codice pin a 4 cifre per confermare l’identità e ottenere così l’accesso nell’edificio, il tutto in appena dieci secondi. In caso di emergenza, i professori possono comunque accedere ad un database per vedere chi effettivamente è presente all’interno della scuola. Stando alla società che ne ha curato la realizzazione, il sistema funzionerebbe a tal punto che non ci sarebbe alcuna possibilità per gli studenti di “fregare” il “Register”, facendosi passare per altri.

LE CRITICHE - Ma non tutti sono favorevoli alla novità. I difensori della privacy hanno, infatti, bollato la tecnologia come “l’ennesima invasione alla libertà civile”. «Questo è un altro preoccupante sviluppo nella sorveglianza – ha spiegato al “Daily Mail” Daniel Hamilton, direttore della campagna “Big Brother Watch” – perché non c’è alcun bisogno che le scuole adottino un simile sistema di informazione sugli studenti. Sistema che, oltre tutto, ha ancora benefici limitati ed è aperto ad ogni tipo di abuso, dal rischio di furto dei dati all’utilizzo improprio degli stessi da parte di persone senza scrupoli. Piuttosto che spendere i soldi in cose del genere, le scuole farebbero bene a preoccuparsi dell’educazione dei loro studenti».


(CORRIERE.it)
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martedì 28 settembre 2010

HRP-4, IL NUOVO ROBOT UMANOIDE PRESENTATO IN GIAPPONE


Impressionante: questo è il giusto aggettivo per riferirsi alla velocità con cui i giapponesi continuano a progettare ed a presentare al grande pubblico nuovi robot, le cui sembianze e movenze sono sempre più simili a quelle umane.

Questa volta le luci della ribalta popolare si sono accese sull’umanoide HRP-4, prodotto dalla giapponese National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (AIST).

L’HRP-4, di cui è possibile vedere un video che lo ritrae in azione subito dopo il salto, ha fattezze molto simili a quelle umane, è alto 151 cm e pesa 39 kg. La sua figura così slim è stata curata da un azienda giapponese di Industrial Design, con l’intento principale di ottenere un robot leggero, maneggevole ed in grado di eseguire una serie ben evoluta di movimenti.

Il robot ha 34 gradi di libertà ed è movimentato da un motore da 80W. Le braccia hanno la capacità di alzare un peso massimo di 0.5 kg.

L’HRP-4 ha un sistema di controllo software interno, ma può essere anche controllato da un mini-notebook, da integrare nella parte posteriore del dorso.

Su questo computer potrà stata installata una distribuzione opportunamente personalizzata di Linux: l’idea di utilizzare un notebook è funzionale alla possibilità di espansione delle risorse hardware e software utilizzate dal robot per compiere specifiche operazioni.

L’umanoide è in grado di rispondere ai comandi vocali ed è capace di identificare e seguire sia i volti sia gli oggetti.

Lo sviluppatore insieme alle industrie Kawada Industries hanno dichiarato che il piano vendite è già stato approntato ed il robot sarà disponibile sul mercato a partire dal prossimo Gennaio.

Impressionante è il robot, ma allo stesso modo è sconcertante il prezzo: 325000$. Il prezzo dell’alta tecnologia.

IL VIDEO:


(ICTBLOG.it)
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giovedì 23 settembre 2010

CHI SCARICA DAL WEB RISCHIA LA GALERA


In galera chi scarica file da Internet senza autorizzazione?

E’una possibilità che il parlamento europeo non si è sentito di escludere approvando una risoluzione in cui invita la Commissione Ue a disporre una legge comunitaria sull'applicazione dei "diritti di proprietà intellettuale". Il testo - scritto dalla conservatrice francese Marielle Gallo e passato con 328 sì, 245 no e 81 astenuti - rivede in senso restrittivo la direttiva 2004/48 esplicitamente escludeva l'azione penale contro i pirati informatici. Ora, la valutazione di Strasburgo non è vincolante, ma l’esecutivo (come gli stati membri) ora dovrà (potranno) omologarsi alle indicazioni di Strasburgo. Il che vuol dire adottare una line dura. «A la Sarkò», per intenderci.

E’ un problema delicato, un’arma a doppio taglio. E’ vero che la pirateria informatica sta mettendo in crisi gli artisti, ma è anche vero che le grandi case di produzione - sopratutto discografica - continuano ad usare lo scippo dei file sulla grande rete come alibi per difendere strategie di mercato ancora in gran parte obsolete. Si richiede in effetti una riflessione su come sia possibile tutelare che di proprietà intellettuale ci vive. però occorre evitare che questo sia il cavallo di Troia per limitare la libertà di espressione.

Buona notizia: le copie private di un filE o di una canzone sono autorizzate e non sarà necessario dimostrare che la traccia è legittima.

Cattiva notizia: il testo propone una nuova direttiva di repressione penale per combattere il file sharing anche con mezzi definiti "non legislativi" o "accordi volontari". Si tratterebbe di "sanzioni contrattuali a carico delle persone che condividono file non-commerciali e possono essere decise tra i proprietari dei diritti e gli operatori: restrizioni di accesso, filtraggio mirato, riduzione della banda passante, eccetera". Questo lascerebbe alle industrie dell’intrattenimento di rivalersi direttamente sugli utenti, senza alcuna distinzione tra coloro che operano a scopo di lucro o senza scopo di lucro.


(LASTAMPA.it)
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venerdì 17 settembre 2010

RICARICARE LA BATTERIA DEL CELLULARE CON UNA CHIACCHIERATA


Un gruppo di ricercatori coreani, del Samsung Advanced Institute of Technology, sta lavorando a un sistema per ricaricare il cellulare sfruttando le onde sonore emesse dalle voce umana. In altre parole l'idea è quella di ricaricare le batterie semplicemente parlando al telefono.

Il principio è relativamente semplice, ed è lo stesso su cui si basano i sistemi audio esistenti: trasformare le vibrazioni sonore in energia elettrica e viceversa. Microfoni e altoparlanti funzionano così, dopotutto.

La ricerca è ancora allo stato embrionale e ci sono ancora diversi ostacoli da superare. Generare l'elettricità necessaria per un altoparlante è una cosa, ma ottenere l'energia necessaria per ricaricare le batterie è un altro paio di maniche. Al momento infatti ci vogliono 100 db per ottenere 50 millivolt, l'energia necessaria per ricaricare la batteria.

È poco meno del livello sonoro di una motosega, o di una discoteca, mentre una "normale" conversazione si considera sui 60-70 dB. Non proprio confortevole. Un ambiente molto rumoroso potrebbe permettervi di ricaricare il vostro smartphone, ma anche far crescere sensibilmente il vostro livello di stress. A meno che non vogliate andare apposta a un concerto per ricaricare il cellulare, naturalmente.

Per ora il gioco non vale la candela, ma l'idea è buona. Esistono inoltre altre applicazioni possibili per questa tecnologia: si potrebbe per esempio integrare nelle pareti degli edifici vicino alle strade, o nei pannelli antirumore delle autostrade, e ottenere così delle fonti economiche e rinnovabili di energia a basso impatto ambientale.


(TOMSHW.it)
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martedì 14 settembre 2010

INDIVIDUANO CASE DA DERUBARE TRAMITE FACEBOOK


Un fatto di cronaca avvenuto in una cittadina del New Hampshire ha fatto tornare nuovamente Facebook al centro del dibattito mondiale sul tema privacy e over-sharing. Secondo quanto riportato da Wmur, la polizia di Nashua avrebbe sgominato una banda di ladri che individuava le case da derubare tramite il celebre social network.

Mario Rojas, Leonardo Barroso and Victor Rodriguez, sono stati arrestati con l'accusa di aver svaligiato più di 18 case nell'ultimo mese, mettendo da parte un bottino di oltre 200.000 dollari. Secondo il sito, i membri della banda avrebbero tenuto sotto controllo i profili delle persone che abitavano nella zona per individuare le case incustodite.

Da Palo Alto è arrivata subito la smentita di qualsiasi collegamento con i furti del New Hampshire: «Abbiamo contattato la polizia di Nashua - ha dichiarato un portavoce al sito "Cnet" - e ci hanno spiegato che l'unico legame con la nostra piattaforma è un post sulle proprie vacanze lasciato in bacheca da un contatto di uno dei tre ladri. Ci è stato confermato che tutti gli altri furti non hanno niente a che fare con Facebook».

Qualche settimana fa, però, Ron Dickerson, capitano a capo delle indagini sui tecno-topi d'appartamento, aveva dichiarato : «Fate attenzione a quello che postate sui social network, sappiamo per certo che alcuni criminali cercano su questi siti le case vuote»


(LASTAMPA.it)
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mercoledì 8 settembre 2010

UN PROGETTO "USA" PER SOSTITUIRE L'ASFALTO CON PANNELLI SOLARI


Sui tetti, sì, ma non solo. Per i pannelli fotovoltaici sono allo studio ipotesi molto più ambiziose. Una delle più promettenti, secondo una proposta della società americana Solar Roadways, rilanciata da una intervista dell'autorevole rivista New Scientist, è quella di usarli per pavimentare le strade al posto dell'asfalto: una tecnica che aprirebbe potenzialità immense.

Si calcola infatti che solo negli Stati Uniti la superficie totale di strade, autostrade e parcheggi all'aperto sia di oltre 100.000 chilometri quadrati, pari a un terzo del territorio d'Italia. Solar Roadways, con l'aiuto di un finanziamento da parte dell'ente autostradale degli Stati Uniti, sta progettando a questo scopo pannelli fotovoltaici quadrati di 3,7 metri di lato (la larghezza standard delle corsie stradali in America), in modo che possano poi essere giustapposti sulle strade.


(APCOM.net)
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martedì 31 agosto 2010

"SCIAME ROBOT", OCEANO PULITO IN UN MESE


La prossima marea nera potrebbe vedere uno 'sciame' di robot in grado di assorbire automaticamente il petrolio trovato in superficie. A realizzarli il Mit di Boston, grazie a una tecnologia sviluppata dall'italiano Francesco Stellacci. La flotta di robot, che e' stata presentata a Venezia durante la Biennale, e' equipaggiata con delle cinture ricoperte di nanoparticelle in grado di assorbire 20 volte piu' petrolio dei sistemi tradizionali.


(ANSA.it)
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sabato 28 agosto 2010

NASCE "HELIOTROPE", LA PRICA CASA SOLARE ROTANTE AL MONDO


Costa circa 2 milioni di euro la prima casa solare al mondo realizzata in Germania dall’architetto Rolf Dish. Si chiama Heliotrope e si ispira al funzionamento dei girasoli.

La casa, infatti, utilizza il sole a 360°, ruotando su se stessa per immagazzinare la maggior quantità possibile di energia solare durante tutto l’arco della giornata.
L’energia viene catturata dalle finestre a triplo vetro, dai pannelli solari montati sul tetto e da un sistema solare termico passante nelle tubazioni.

Il vantaggio? La casa si autoalimenta, energeticamente parlando e, grazie alla sua tecnologia, riesce a produrre cinque volte l’energia che consuma. Inoltre, riutilizza le acque grigie e quelle piovane per uso domestico ed è provvista di un sistema di servizi igienici di compostaggio.


Fotogallery:
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mercoledì 25 agosto 2010

ENTRO NATALE TV 3D SENZA OCCHIALINI


La Toshiba sta per commercializzare, entro fine anno, una gamma di televisori di media taglia (21 pollici) che permetteranno di vedere immagini tridimensionali (3d) senza l’utilizzo degli appositi occhialini. E' la prima volta che questo succede, secondo le anticipazioni della stampa giapponese.

Fino ad ora tutte le tv 3d esistenti richiedono l’uso degli occhiali. La Toshiba non ha ancora comunicato le date di commercializzazione, ma il gruppo non ha mai fatto mistero dei suoi progressi in questo campo. La Toshiba Mobile Display, società del gruppo, aveva presentato in aprile un prototipo di schermo di questo tipo, di 21 pollici di diagonale.

«Lo sviluppo di un televisore 3d senza l’uso di occhialini non è un semplice programma di ricerca: è un impegno industriale», ha recentemente dichiarato un ricercatore della Toshiba impegnato in questo campo. La tecnologia scelta da toshiba si basa su un diapositivo ottico, sulla superficie dello schermo, assimilabile a un sistema di micro lenti, che permette di orientare i fasci luminosi in modo tale che gli spettatori vedano l’immagine in rilievo da almeno nove angoli visuali differenti.

Secondo la Toshiba questo sistema affatica la vista meno rispetto al sistema tradizionale con gli occhiali, anche in caso di visione prolungata. Anche Sharp ha elaborato un prototipo di tv 3d senza occhialini, ma in questo caso il telespettatore deve sedersi obbligatoriamente in un punto per godere dell’immagine tridimensionale, una situazione inadatta a un pubblico televisivo, normalmente formato da più persone affiancate.


(LASTAMPA.it)
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sabato 21 agosto 2010

SESSO E RICATTI SU FACEBOOK, ARRESTATO UN ATTORE DI LATINA


Dall'amicizia su Facebook al sesso: un attore di Latina dopo aver conquistato le amiche le ricattava per non far conoscere i tradimenti. Mario Agnoletti, 41 anni, di Sabaudia e' stato arrestato dai carabinieri dopo che questi aveva incassato mille euro da una vicentina. La donna si era incontrata in vari alberghi di Roma con Agnoletti acconsentendo di farsi filmare. Ma poi sono cominciati i ricatti. Alla fine la donna lo ha denunciato. Si teme che le vittime dell'uomo siano centinaia.


(ANSA.it)
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martedì 27 luglio 2010

ROBOT MEDICI, PRIMO INTERVENTO IN ASSOLUTA AUTONOMIA


I robot stanno invadendo le sale operatorie, ma quello della Duke university e' riuscito ad effettuare una biopsia senza nessuna guida 'umana'. Lo riferisce uno studio di Ultrasonic Imaging: il robot dell'universita' americana consiste in un braccio meccanico, guidato da un'intelligenza artificiale, che decide da sola le operazioni da effettuare. Il primo test era sul tessuto di un tacchino in cui era stato inserito un acino d'uva a simulare un tumore: il robot e' riuscito a prelevarne 8 campioni.

(ANSA.it)
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lunedì 26 luglio 2010

CNR: ARRIVA IL CELLULARE “SALVA MINORI”

Si chiama iCareMobile ed è un software che permette il controllo,totale e personalizzato, delle funzioni dei moderni telefoni cellulari, proteggendo i giovani e i giovanissimi da attacchi esterni e da usi impropri. Lo ha sviluppato l’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche (Iit-Cnr), che lo presenterà nel corso di “Science Day”, una giornata dedicata a illustrare i vari aspetti di Internet in chiave divulgativa, che si terrà il 26 luglio 2010 nell’ambito del Fiuggi Family Festival.

“I cellulari di ultima generazione, i cosiddetti smartphone, permettono agli utenti di essere sempre connessi alla rete internet”, osserva Fabio Martinelli, responsabile del gruppo sicurezza dell’Iit-Cnr. “La facilità di utilizzo e la massiccia diffusione di applicazioni per chat, social network e file-sharing li hanno resi molto popolari tra i ragazzi ma anche tra i bambini, favorendo contestualmente la diffusione di foto e video non adatti ai minori. Le tecnologie di sicurezza disponibili per la protezione dei dispositivi mobili da tali contenuti sono attualmente insufficienti, faticosamente configurabili e poco adatte a modulare la protezione sulle specifiche necessità dell’utente”.

Con iCareMobile, invece, “è possibile avere un controllo pressoché totale del dispositivo, sfruttando in chiave difensiva quelle caratteristiche tecniche evolute (Gps, Bluetooth, Mms, connessione a Internet) che apparentemente rappresentano la fonte principale di pericolo per uno smartphone”, prosegue Martinelli. “Le regole di comportamento che oggi possiamo solo suggerire ai nostri figli di seguire si trasformeranno automaticamente in sistemi di sicurezza: il software provvederà, per esempio, a inviare un sms al genitore se il figlio si allontanerà da scuola, oppure potranno essere applicati controlli come ‘non ricevere messaggi contenenti materiale pornografico o non adeguato’, oppure ‘non eseguire videogiochi nei tali orari”.

Rispetto ad altri prodotti analoghi attualmente in commercio, il sistema si differenza per l’alta facilità di configurazione, efficienza e flessibilità dei controlli utilizzabili dai genitori e per la capacità di riconoscere immagini a carattere pornografico direttamente sul cellulare invece che tramite le rete dell’operatore. Ciò garantisce al contempo maggiori economicità e, ad esempio, la possibilità di controllare le immagini scattate direttamente dalla fotocamera oppure ricevute tramite canali locali quali il Bluetooth.

iCareMobile è un vero e proprio supporto a tutela dei giovanissimi dai pericoli della rete e dall’uso improprio del cellulare, che ovviamente potrà coadiuvare ma non sostituire l’azione di dialogo e controllo svolta da genitori ed educatori. “In qualche modo, così come non sarebbe opportuno affidare un bambino al cellulare, non lo è affidare un cellulare a un bambino senza le adeguate garanzie”, conclude Martinelli.
Peraltro, il software può essere utilizzato utilmente anche dagli adulti grazie alle regole anti-virus, che impediscono l’esecuzione di applicazione dannose, e anti-furto, che consentono di rintracciare il dispositivo sottratto.

(CNR.IT)
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venerdì 23 luglio 2010

SISTEMI ANTIFRODE, ARRIVA LA CARTA DI CREDITO CON LA TASTIERA


Per completare un acquisto online sarà necessario digitare un Pin sulla carta stessa. E' la fine del "phishing"?

Visa Europe ha fatto un ulteriore passo in avanti per la sicurezza dei pagamenti online. Dopo aver effettuato diversi progetti pilota tra i consumatori e rigorosi test con le banche europee, Visa CodeSure è ora pronto per il lancio ufficiale sul mercato. Le frodi online saranno drasticamente ridotte dotando una carta Visa di un display alfanumerico, una microtastiera a 12 pulsanti e una batteria integrata.

Visa CodeSure infatti potrà prevenire qualsiasi uso non autorizzato poiché il titolare della carta Visa deve inserire un proprio codice PIN per ogni operazione online. Visa CodeSure funziona su qualsiasi tipo di carta a marchio Visa. Visa CodeSure offre una tecnologia di autenticazione multicanale per i consumatori.

Visa Europe ne garantisce l' utilizzo per i seguenti servizi: generazione di codice PIN utilizzabile una sola volta per i pagamenti "Verified by Visa" a livello globale per tutti gli esercenti online che aderiscono al servizio e senza alcuna necessità da parte dei titolari di carte Visa di registrarsi o ricordarsi delle password; generazione di codice PIN utilizzabile una sola volta per accedere ai servizi di online banking; generazione di codice PIN utilizzabile una sola volta per accedere ai servizi bancari tramite telefono; convalida delle transazioni per i servizi di online banking, usando specifici dati come il numero di riferimento del conto o l' importo della transazione; Accesso a servizi di terze parti come le reti virtuali private aziendali (VPN) per gli utenti di carte aziendali.

Dall' analisi delle opinioni degli utenti raccolte nel corso dei progetti pilota, Visa ha rilevato che i partecipanti si sono sentiti maggiormente inclini ad utilizzare più spesso le loro carte Visa per le transazioni "Carta Non Presente" (70%) e che con questa nuova carta si sono sentiti estremamente confortati sulla sicurezza (86%). (M.d.A.)


(Repubblica.it)
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lunedì 10 maggio 2010

Internet: le nuove manovre per azzittire le opinioni diverse dal potere dello Stato

10 mag 2010 - Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet"; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.

Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo... il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.

Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all'ESTERO; basta che il Ministro dell'Interno disponga con proprio decreto l'interruzione dell'attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'ODIO (!) fra le classi sociali.
MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.

In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.

ITALIA: l'unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.

Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l'Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l'Iran.
Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata "Punto Informatico" e il blog di Grillo.

Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica la "democrazia" è un concetto VUOTO.

documentazione diffusa da
Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
http://www.perlapace.it

Ricordiamo l'art. 21 della Costituzione Italiana:

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni".
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venerdì 7 maggio 2010

Google: Il Nuovo Restyling del motore di ricerca più usato


7 mag 2010 - Google rinnova la sua grafica e lo fa con uno dei più importanti restyling degli ultimi anni. La prima novità riguarda il logo, più luminoso e con piccole differenze cromatiche. La seconda e più rilevante novità concerne i risultati della ricerca, riorganizzati da una nuova colonna sulla sinistra.
Nella pagina dei risultati della ricerca, la nuova colonna contiene due elenchi di strumenti che possono essere combinati tra loro. Il primo elenco, formato da nuove icone, riguarda la tipologia della ricerca, ovvero per immagini, video, maps, notizie, libri, blog, aggiornamenti o discussioni.
Il secondo elenco permette invece di limitare i risultati della ricerca secondo requisiti di tempo, scegliendo le pagine più recenti o inserendo un intervallo di date, e di modificare la visualizzazione della pagina.
Alessandro Antiga, Country Marketing Manager di Google per l’Italia, commenta così il restyling grafico:
L’obiettivo primario di Google è quello di aiutare le persone a non perdersi nel mare di Internet, offrendo loro tutti possibili strumenti per trovare ciò che serve. Questo annuncio rappresenta l’ultimo passo inoltre dieci anni di lavoro dedicati alla continua ottimizzazione del motore di ricerca e allo sviluppo di una tecnologia che semplifichi e migliori l’esperienza d’uso dei nostri servizi a vantaggio degli utenti.
Le novità in tutto sarebbero un centinaio: ad esempio, il nuovo colore degli annunci sponsorizzati, il “Cosmic Latte“, colore medio dell’universo. Le novità non riguardano tanto i contenuti, quanto una nuova organizzazione che facilita l’uso di strumenti già presenti in Google e ora raggruppati nella prima pagina di ricerca.
(Fonte: OneWeb 2.0)
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