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mercoledì 1 giugno 2011

CALCIOSCOMMESSE, SEDICI ARRESTI, IN MANETTE ANCHE BEPPE SIGNORI


Sedici persone, tra cui l'ex della Lazio e della Nazionale Giuseppe Signori, calciatori di serie B e Lega Pro ancora in attività e dirigenti di società, sono stati arrestati dalla polizia a conclusione di un'indagine sul calcioscommesse condotta dalla squadra mobile di Cremona e coordinata dal Servizio centrale operativo. Signori, secondo quanto si apprende, è agli arresti domiciliari.

SIGNORI - Dall'inchiesta è emerso che gli arrestati avrebbero fortemente condizionato negli ultimi mesi il risultato di alcuni incontri dei campionati di serie B e di Lega Pro. Nei loro confronti la magistratura di Cremona ha emesso sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e nove agli arresti domiciliari. Tra questi anche Giuseppe Signori stando a quanto riporta l'agenzia di stampa ANSA. Coinvolti anche il difensore dell'Ascoli Vittorio Micolucci, il centrocampista Vincenzo Sommese e Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio calcio. Altri particolari sull'indagine verranno resi noti nella conferenza stampa in programma in questura alle 11.30.

ORGANIZZAZIONE CRIMINALE - I calciatori e gli ex giocatori professionisti arrestati dalla polizia erano parte integrante di una vera e propria organizzazione criminale nella quale ognuno aveva specifici compiti e ruoli, il cui obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio. Gli indagati, secondo l'indagine, sarebbero anche riusciti a condizionare alcune partite, attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario.

PROVE IMPORTANTI - Nei confronti dei sedici arrestati, sostengono gli investigatori, ci sono prove "importanti ed inconfutabili". Oltre all'ex capitano della Lazio vi sono titolari di agenzie di scommesse e liberi professionisti, mentre gli indagati sarebbero complessivamente una trentina. Gli arresti sono stati eseguiti dagli uomini della polizia a Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara.

GIOCATORI INTOSSICATI - L'indagine, partita sei mesi fa, avrebbe consentito di individuare la responsabilità dell'organizzazione. L'indagine è partita, ha spiegato il capo della mobile di Cremona, Sergio Lo Presti, alle agenzie dopo un grave episodio di metà novembre. Alcuni giocatori sono rimasti intossicati a seguito dell'assunzione di bevande. "Qualcuno degli indagati avrebbe operato un tentativo di adulterazione delle bevande per compromettere la prestazione della Cremonese".


Virgilio

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sabato 12 marzo 2011

EUROPEI DI NUOTO, TANIA CAGNOTTO CONQUISTA L'ORO


L'ottava meraviglia di Tania Cagnotto. Inizia con un oro, il numero otto della sua straordinaria carriera, l'Europeo della regina del trampolino. La bolzanina si conferma per la terza volta consecutiva campionessa continentale da un metro - dopo Torino 2009 e Budapest 2010 - e lancia un messaggio fin troppo chiaro alla concorrenza anche in previsione della gara di domani, quella dai tre metri, che vale anche la qualificazione a Londra 2012. La vittoria di oggi infatti assomiglia tanto al colpo del Ko del pugilato. Nessuna avversaria riesce a restarle in scia, Tania guida la gara fin dall'inizio, mantiene le distanze nelle serie centrali poi piazza l'allungo decisivo con un magnifico quarto tuffo. Un salto mortale e mezzo con un avvitamento e mezzo rovesciato che entusiasma il pubblico e viene premiato dai giudici con 66,3 punti.

TRIONFO CAGNOTTO - È il trionfo: 312,05 punti totali, record personale, con 23,3 lunghezze di margine sulla russa Bazhina, argento, e 24,25 sulla svedese Lindberg, bronzo. Peccato soltanto per il quarto posto di Maria Marconi, a meno di cinque punti dalla medaglia: «Sono contenta perché stamattina in eliminatoria non è andata benissimo, ero di nuovo parecchio agitata - spiega Tania - ho iniziato bene dal primo tuffo e ciò mi ha dato dato molta tranquillità. Avevo un pò di preoccupazione, ma per me stessa e non per le avversarie, visto che in eliminatoria non avevo fatto un pre-salto giusto». In finale, la musica è cambiata ed è diventata una sinfonia: «Aveva una calma olimpica» dice il padre-allenatore, Giorgio Cagnotto. Lei ribatte con un sorriso: «Sì, da fuori mi vede calma...». Poi ragiona: «Vorrei sentirmi più sicura, più dominatrice, ma questo è uno sport delicato. Basta un attimo per sbagliare e quindi è difficile sentirsi sempre sicuri: in alcuni momenti è così, in altri meno».

GRANDE SICUREZZA - Oggi però la sicurezza è arrivata subito: «Il primo tuffo ha aperto la strada, il primo è sempre quello delicato, poi tutto è diventato un po' più facile» rileva papà Giorgio. Adesso, con un oro al collo, Tania arriva con lo spirito a mille all'appuntamento di domani dai 3 metri: «È la mia gara, quella cui tengo di più e poi c'è in palio il pass olimpico. Mi porterò dietro la serenità di oggi: ho iniziato bene, spero di continuare cosi».

GRANDE SODDISFAZIONE - Nella festa azzurra applaude anche il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli: «Siamo contenti che sia iniziato un periodo di vittorie al femminile per la nostra federazione. Sono molto fiducioso per il futuro: abbiamo una squadra determinata, cosciente dei propri mezzi per poter raggiungere il sogno del podio olimpico». Sulle tribune della piscina Monumentale, intanto, campeggia uno striscione per la tri-campionessa europea: «Come Tà nessuno mai».


TuttoSport
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martedì 8 febbraio 2011

CICLISMO, RICCARDO RICCO' IN RIANIMAZIONE, PROGNOSI RISERVATA


Il corridore Riccardo Riccò è da domenica pomeriggio ricoverato nel reparto di neurorianimazione del Nuovo Ospedale Civile S.Agostino Estense di Baggiovara per un blocco renale, avvertito dopo un allenamento nella notte tra sabato e domenica.

Il ciclista ha avvertito un malore improvviso, che si è manifestato con rigonfiamento delle gambe, per un versamento di liquidi, con annesse difficoltà respiratorie. Per il resto l'ospedale ha scelto la via del massimo riserbo, limitandosi a periodici bollettini sulo stato del ciclista. Il corridore della Vacansoleil è stato ricoverato "a seguito di un malore. Le sue condizioni, inizialmente critiche, sono in miglioramento. La prognosi, in via prudenziale, rimane riservata". Un aggiornamento sul suo stato di salute sarà diffuso questo pomeriggio attorno alle 17.

Le condizioni del corridore appaiono comunque in progressivo miglioramento. Il ciclista avrebbe dovuto partecipare al Giro del Mediterraneo, in programma sempre in Francia dal 9 al 13 febbraio. L'origine del malore è tutta da chiarire. In giornata sono previsti nuovi bollettini medici per chiarire il suo stato di salute. Riccò nel 2008 era stato squalificato per due anni dopo che era stato trovato positivo al Cera (una sorta di super-Epo) durante il Tour de France.


Virgilio
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domenica 6 febbraio 2011

GRAVE INCIDENTE DI KUBICA NEL RALLY DI ANDORA (VIDEO)


GENOVA - Il pilota polacco di F1 Robert Kubica è rimasto gravemente ferito mentre si recava allo start del secondo rally Ronde di Andora, nel savonese. Kubica, primo pilota della scuderia Renault per il mondiale di formula 1 al via il 13 marzo in Bahrain, era alla guida di una Skoda Fabia quando l'auto, su un falsopiano a 4,6 chilometri dallo start della Ronde è uscita di strada a velocità sostenuta schiantandosi contro il muro di una chiesetta.

PROGNOSI RISERVATA - Il navigatore di Kubica, Jacub Gerber, è uscito illeso dall'auto mentre il pilota è rimasto all'interno dell'abitacolo. Subito soccorso, è stato trasferito in elicottero all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure dove i medici hanno riscontrato traumi multipli. Il pilota è in gravi condizioni e in prognosi riservata. Il rally, cui partecipano 115 piloti, è stato momentaneamente sospeso per consentire la rimozione dell'auto.

INTERVENTO PER SALVARE IL BRACCIO - Robert Kubica è in sala operatoria dove è sottoposto a un delicato intervento chirurgico per cercare di salvargli il braccio destro e la mano. L'intervento è condotto da Igor Rossello primario del centro regionale di chirurgia della mano dell'ospedale San Paolo di Savona. A complicare ulteriormente la situazione c'è anche l'esito della Tac a cui è stato sottoposto il pilota che ha evidenziato una vasta emorragia interna, oltre a una frattura al femore. L'operazione ha comunque permesso di rivascolarizzare l'arto e riparare l'impianto osseo.

IL MANAGER - «Robert ha una tempra molto forte e ce la farà». Lo ha detto il manager del pilota uscendo dall'ospedale di Pietra Ligure dove è in corso l'intervento chirurgico. Morelli ha poi annunciato l'imminente arrivo dei genitori del pilota nel comune del savonese. «Adesso i medici devono affrontare la fase più difficile dell'intervento, ripristinare le funzioni muscolari. Dobbiamo solo aspettare e sperare». Ha concluso Morelli.





Corriere Leggi tutto...

domenica 30 gennaio 2011

MONDONICO LASCIA L'ALBINOLEFFE PER "GRAVI MOTIVI DI SALUTE"


La notizia dell'abbandono di Emiliano Mondonico per «gravi motivi di salute» ha colpito la Bergamo calcistica come un pugno nello stomaco. Nessuno se l'aspettava, anche se pare che i giocatori e la società conoscessero da qualche giorno le intenzioni dell'allenatore dell'Albinoleffe, che venerdì in conferenza stampa non aveva lasciato trasparire nulla.

Dopo la partita con l'Ascoli, finita 1-1, è arrivato l'annuncio: Mondonico, 63 anni, lascerà «temporaneamente» la panchina seriana. Non si sa però se e quando tornerà ad allenare. Il tecnico, che la settimana scorsa contro il Livorno aveva festeggiato le 1.050 panchine in carriera, aveva già in passato lottato contro una grave malattia. In attesa del suo ritorno, l'Albinoleffe ha affidato la squadra al vice Daniele Fortunato. «La società augura a mister Emiliano Mondonico - si legge in una nota del club - di vincere l'ennesima sfida che lo aspetta con l'auspicio di riaverlo quanto prima alla guida della nostra squadra».


IlMessaggero Leggi tutto...

giovedì 9 dicembre 2010

LA BOXE PREMIA IL PUGILE MAI ESISTITO, ROCKY NELLA HALL OF FAME


Mike Tyson, Julio Cesar Chavez e... Sylvester Stallone. Sono loro i tre nuovi eletti nella Hall of Fame del pugilato. Insieme ai due fuoriclasse del ring, farà il loro ingresso ufficiale nell'olimpo della boxe anche l'attore americano, o meglio il personaggio che ha interpretato sul set: Rocky Balboa. Merito dell'impegno profuso per lo sport dei guantoni, con ben sei film realizzati dal 1976 al 2006.

L'annuncio è stato fatto a Canastota, località statunitense non molto lontana da New York, dove sono celebrati tutti i personaggi che hanno fatto la storia della boxe. Non solo pugili, ma anche giudici, manager, giornalisti e adesso anche un attore.

Tyson (a 20 anni campione dei pesi massimi, il più giovane della storia), Julio Cesar Chavez (campione messicano imbattuto per 13 anni) e Rocky faranno il loro ingresso nella Hall of Fame della "nobile arte" a giugno dell'anno prossimo.


SportMediaset
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TORINO, A RISCHIO LO SPORT FINANZIATO DALLA REGIONE


Sono a rischio i finanziamenti della Regione alle squadre di vertice dello sport piemontese? Il problema nasce dalla norma introdotta dal ministro Tremonti che entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio e che vieta, tra l'altro, alle Regioni ogni forma di sponsorizzazione. Ora fin dai tempi di Ghigo, passando per Bresso e adesso con Cota l'ente di piazza Castello ha dato contributi alle più importanti équipe piemontesi: dal basket di Biella alla pallavolo cuneese e novarese, dall'hockey su ghiaccio di Torre Pellice al rugby, al badminton e così via.
Un contributo che spesso è fondamentale per la sopravvivenza delle società stesse. L'assessore allo Sport Alberto Cirio prova a rassicurare: "I nostri legali stanno studiando la pratica - spiega - e mi dicono che non dovrebbero esserci rischi". Perché quel divieto riguarderebbe soltanto le società professionistiche, che nello sport sono in pratica quelle del calcio di Serie A, Serie B e Lega Pro. Tutte le altre, anche quelle che giocano in campionati dove il denaro corre, come basket o pallavolo hanno infatti lo status di società dilettantistiche e quindi non dovrebbero essere interessate alla norma.
"Sono tra 50 e 60 le squadre cui noi ogni anno diamo un contributo - spiega ancora Cirio - Il finanziamento che eroghiamo rientra in uno dei capitoli del nostro piano pluriennale per lo sport, quello che riguarda appunto i contributi all'eccellenza sportiva". In totale la cifra che la Regione eroga in questo settore si aggira sui 2 milioni di euro, il 15 per cento del totale dei contributi erogati. Per accedervi bisogna però avere alcune caratteristiche precise: aver lo status di dilettanti, avere un settore giovanile e una prima squadra che militi in un campionato di vertice nazionale. "Senza questi soldi - spiega Cirio - molte squadre non potrebbero vivere. E senza lo sport di eccellenza, senza l'esempio dei campioni, muore anche lo sport di base. In ogni caso poi la nostra non è sponsorizzazione, non mettiamo il nostro logo".
I due terzi del bilancio del settore sport vanno invece a finanziare lo sport di base, sia la costruzione o l'"aggiornamento" degli impianti sia con contributi alle associazioni, agli enti di promozione e alle federazioni sportive: "Quest'anno - spiega ancora l'assessore - la gran parte del denaro destinato alle edilizia sportiva servirà alla messa a norma delle palestre scolastiche. Non finanzieremo nuovi impianti, ma solo l'eventuale riconversione di quelli esistenti: il Piemonte è pieno di campi da calcio poco utilizzati mentre altri sport hanno bisogno di strutture per crescere".
L'ultimo 15 per cento del bilancio (quest'anno alla fine lo sport dovrebbe avere un budget sui 17 milioni di euro) è destinato a finanziare i grandi eventi: il master di golf, i campionati di slittino il Giro d'Italia e il Tour de France i campionati di tiro con l'arco, i Master Games. "Sono riuscito a strappare alla giunta un po' più di denaro - conclude Cirio - perché li ho convinti. Ogni soldo che risparmiamo sullo sport oggi lo spenderemo domani in cure sanitarie".


Repubblica
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lunedì 15 novembre 2010

"TURIN MARATHON" AZZURRA, VINCE PERTILE, GOFFI QUINTO


Torino magica per Ruggero Pertile. Un anno dopo il secondo posto e il primato personale (2h09:53) la XXIV Turin Marathon lo vede trionfare al traguardo di Piazza Castello con il tempo di 2h10:58, miglior crono italiano del 2010 sui 42,195 km. Oggi l’azzurro dell’Assindustria Sport Padova, quarto in agosto agli Europei di Barcellona, si è lasciato alle spalle il keniano Lawrence Kimaiyo (2h11:45) e l’etiope Habteselassie Lemma (2h12:21). Quinto, dietro all’altro keniano Kurui (2h13:06), il carabiniere Danilo Goffi (2h14:38) che così ben riscatta il ritiro di tre settimane fa a Venezia. Per Pertile, allenato da Massimo Magnani, è la terza vittoria in carriera in una grande maratona italiana dopo i successi del 2004 a Roma e del 2006 a Padova.

«Ho corso per vincere - commenta con soddisfazione il 36enne di Villanova di Camposampiero (PD) - È stata una gara dura fin dall’inizio. Sapevo di poter valere qui il mio primato personale, ma visto che oggi non c’erano le giuste condizioni ambientali, ho capito che era meglio correre con la testa e pensare solo ad arrivare davanti. Questa vittoria la dedico alla mia bambina Alice, alla mia famiglia e a tutte le persone che da sempre mi sostengono». Solo Africa, invece, nelle prime tre posizioni della gara femminile vinta dalla keniana Priscah Jeptoo (2h27:01) sull’etiope Fate Tola (2h28:21) e la connazionale Florence Chepsoi (2h32:38).

Sport & solidarietà
Turin Marathon, Stratorino e Junior Marathon hanno pensato anche alla solidarietà. Tutte e tre le manifestazioni contribuiranno a sostenere le Tredicesime dell'Amicizia che Specchio dei tempi sta già distribuendo agli anziani più poveri e più soli. Un assegno da 450 euro che potrà consentire ai più indigenti di far fronte alle spese del riscaldamento, affrontando così un Natale più sereno. Il legame fra Stratorino e Specchio dei tempi è radicato nel tempo: da sempre questa manifestazione (fondata dai giornalisti della Cronaca de La Stampa nel 1976) ha avuto un obiettivo solidale che è sempre cambiato nelle trentacinque edizioni sinora disputate. Quest'anno, al tradizionale gettito che viene dalle iscrizioni dei partecipanti della Stratrorino, si sono aggiunti i proventi venuti dalla distribuzione (ad offerta libera) di 2500 agende Memoriose, donate dalle Edizioni Adnav di Matteo Ferrero. Denaro che servirà ad aumentare il numero degli aiuti in distribuzione.


(LASTAMPA.it)
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domenica 14 novembre 2010

RUGBY, L'ITALIA LOTTA MA SORRIDE L'ARGENTINA


Dopo 80 minuti di battaglia, l'Italia del rugby si è inchinata, come da quattro anni a questa parte, ai Pumas argentini. Una sconfitta di sei punti, sotto il break (16-22), maturata a Verona davanti a un pubblico numeroso e caloroso, ma che ha confermato la distanza ancora sensibile tra gli azzurri del ct sudafricano Nick Mallett e le prime della classe del rugby internazionale. La nazionale albiceleste ci ha messo cinismo, mestiere e cattiveria (i Pumas hanno chiuso in 14 per un fallo professionale di Mariano Galarza), ma tanto è bastato per rendere vane le speranze della squadra di casa. E dire che l'Italia dai test match di novembre (le prossime gare sono a Firenze contro l'Australia e tra due settimane contro Fiji) si aspettava - sono le parole del presidente federale Dondi - di «mettere in carniere due vittorie».

UNA META PER PARTE - Nei primi minuti, peraltro, l'Italia aveva cominciato bene, sfiorando a più riprese la meta, con alcune ispirate fughe di capitan Parisse, bravo a involarsi, meno a temporeggiare in attesa di adeguato sostegno. Nel primo tempo, due piazzati a testa per Bergamasco e Contepomi avevano comunque fissato il punteggio sul 6-6. Nella seconda frazione è stata l'Argentina a rompere l'equilibrio con una meta di Rodriguez al 60' (6-13). Da lì in poi si sono susseguiti i tentativi di andare in meta per recuperare la parità, ma gli azzurri si sono intestarditi a provare il bersaglio grosso, sprecando alcune punizione da posizione favorevole per gettare la palla in touche e rifarsi sotto nel punteggio. Gli assalti italiani hanno prodotto tre miseri punti: un calcio piazzato messo tra i pali da Mirco Bergamasco (70'), peraltro subito seguito da due piazzati di Contepomi (72' e 74') che hanno portato il punteggio sul 9-19 e il distacco a 10 punti. Solo nei secondi finali - dopo l'ingresso in campo del redivivo Lo Cicero (più di un anno fa l'ultima convocazione) - è arrivata la meta tecnica, conquistata dalla mischia azzurra al 79' e trasformata dall'unico dei Bergamasco in campo (Mauro ha dato forfait per un infortunio alla spalla). Troppo tardi per recuperare lo svantaggio maturato fino a quel punto, e reso ancora più ampio, a tempo scaduto, dal quinto piazzato di Contepomi.

DELUSIONE - Alla fine, sui volti degli azzurri regnavano sconforto e delusione: «Non possiamo essere né contenti, né soddisfatti - ha dichiarato, a caldo, Mirco Bergamasco ai microfoni di Sky Sport - Ancora una volta si tratta di un'occasione persa. Del resto ogni errore a questo livello si paga a caro prezzo. Ora rivedremo la partita e cercheremo di migliorare e non ripetere gli sbagli commessi. Ma non ci perderemo di morale - ha concluso l'ala azzurra - guardiamo avanti, la prossima partita è già sabato, contro l'Australia. E contiamo di rifarci».


(CORRIERE.it)
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giovedì 11 novembre 2010

GLI AZZURRI DEL RUGBY IN TV A "RETI UNIFICATE", ANCHE IN 3D


Tornano i giganti della palla ovale. Negli stadi italiani e anche in tv. Con l'accordo tra Telecom Italia Media e Sky Italia, le partite dell'Italrugby contro Argentina (Verona, 13 novembre), Australia (Firenze, 20 novembre) e Fiji (Modena, 27 novembre) saranno trasmesse in simulcast (diretta contemporanea) tanto sul canale analogico/digitale in chiaro LA7 che sulla piattaforma satellitare Sky (Sky Sport 2 HD). Si arricchisce così ulteriormente l'offerta televisiva del rugby nel nostro Paese che prevede, da parte di

TRIDIMENSIONALE - Sky Italia avrà la possibilità di usufruire anche della produzione 3D messa a disposizione da LA7, host broadcaster dei Cariparma Test Match, che trasmetterà i tre incontri in modalità tridimensionale sul canale 527 del digitale terrestre. Su entrambe le emittenti anche i due test-match di preparazione della Nazionale in vista della Rugby World Cup 2011, nel prossimo autunno: il primo test match casalingo si disputerà contro il Giappone sabato 13 agosto 2011; il secondo impegno sarà, una settimana più tardi, al Murrayfield di Edimburgo, contro la Scozia.

SEI NAZIONI - Il nuovo accordo prevede che la rete di Telecom Italia Media trasmetta in differita gli incontri dell'Italia nell'RBS 6 Nazioni per altri due anni sino all'edizione 2013 compresa. Su Sky rimarranno in diretta esclusiva tutte le partite del Torneo Continentale, sempre fino all'edizione del 2013.

WEEKEND A TUTTA TV - Azzurri a parte, Sky Sport offre un novembre tutto dedicato alla palla ovale, trasmettendo 18 test match in 15 giorni (13-28 novembre). In campo (e in tv) tutte le prime squadre del ranking mondiale: dalla Nuova Zelanda al Sud Africa, dall'Inghilterra alla Francia, all'Australia. Le partite saranno trasmesse in diretta e in alta definizione. Inoltre, in studio prima e dopo la gara, approfondimenti, highlights, interviste e analisi con Tania Zamparo e la ex stella azzurra Diego Dominguez.


(CORRIERE.it)
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domenica 7 novembre 2010

GP BRASILE, JENSON BUTTON SFUGGE AD UN AGGUATO


SAN PAOLO - Paura attorno al Gp di F.1 del Brasile ma, questa volta, non sulla pista. Jenson Button è sfuggito infatti a un agguato armato a San Paolo, a poche ore dal Gp del Brasile di Formula 1 che si disputerà sul tracciato di Interlagos. Il pilota inglese della McLaren-Mercedes, campione del mondo in carica, era in auto quando ha subito l'aggressione di 6 uomini muniti di armi automatiche. Button stava rientrando in hotel dopo la giornata di prove e qualifiche: solo la prontezza del suo autista, un agente armato, ha evitato guai peggiori. L'auto di Button si è fatta largo nel traffico ed è arrivata rapidamente all'hotel del pilota.

BUTTON ERA A BORDO DI UN'AUTO BLINDATA - A bordo del veicolo, c'erano anche il padre del driver, il manager e il preparatore. La McLaren ha diffuso una nota dopo il drammatico episodio. «Sabato sera, nel ritorno dal circuito di Interlagos a Morumbi, uomini armati hanno provato ad assalire la vettura che trasportava Jenson Button. Nessuno, tra Jenson e gli altri passeggeri, ha riportato danni. La McLaren-Mercedes ha messo a disposizione di Jenson, e del suo compagno Lewis Hamilton, veicoli blindati e guidati da agenti di polizia che sono armati e addestrati». «L'agente che guidava la macchina di Jenson - spiega il team - ha reagito immediatamente con tecniche evasive e si è fatto rapidamente largo nel traffico, portando Jenson e gli altri passeggeri lontano da ogni pericolo fino all'arrivo in hotel». McLaren, ovviamente, si è messa all'opera per potenziare il servizio di sicurezza nella giornata odierna. «Le autorità di San Paolo hanno agito con efficienza per garantire sicurezza supplementare a Jenson e al personale della McLaren», fa sapere la scuderia. Button non ha rilasciato dichiarazioni dopo la disavventura.

IL PILOTA MCLAREN: «L'AUTISTA È STATIO UNA LEGGENDA» - La Bbc riporta poche parole del pilota, che avrebbe definito «un'autentica leggenda» l'abilissimo autista. Più loquace invece Richard Goddard, manager del campione del mondo. «Eravamo usciti dal circuito da 3-4 minuti -racconta-. Penso fossero più di 4 o 5 uomini, saltati fuori da un edificio. Uno brandiva un pezzo di legno, forse una mazza da baseball. Non mi sono accorto di nessuna arma fino a quando non ce l'hanno puntata contro».


(CORRIERE.it)
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giovedì 7 ottobre 2010

VOLLEY, ITALIA BATTE FRANCIA E VOLA IN SEMIFINALE DOPO 12 ANNI


Hanno ragione i tifosi: il cielo è sempre più blu. L’Italia di Andrea Anastasi torna nella storia di un Mondiale e dopo dodici anni va a giocare nuovamente una semifinale. Da Tokyo 1998 a Roma 2010, una sottile linea rossa, un po’ come se il tempo si fosse fermato. Sarà ancora Italia-Brasile (esattamente come in Giappone nell’altro secolo) a stabilire chi sarà la prima finalista di questo Mondiale numero 17, sabato pomeriggio (forse l’orario verrà anticipato per la diretta televisiva su Rai 3) in un Pala Lottomatica bollente, come quello di questa sera. Ma se contro gli Stati Uniti i tifosi armati di tricolore e di voce possente (come nelle 6 partite precedenti tutto il palazzo dello sport si è unito al coro dei giocatori nel cantare l’inno di Mameli) hanno sudato e si sono spaventati vedendo come si erano messe le cose, contro la Francia hanno potuto applaudire un’Italia molto più cinica e spietata, che dopo la grande paura della notte precedente ha preso alla gola la Nazionale di Philippe Blain e l’hanno consegnata alle finali di consolazione dall’ottavo al 12° posto.

LA GRANDE PAURA — Per l’Italia, invece una cavalcata vincente per 2 set, prima di piombare in un buco nero (con Fei finito in panchina) e lo spettro di una Francia che anche se già tagliata fuori non voleva mollare. Troppo importante l’appuntamento con la storia per ciascuno di questi ragazzi per farsi fermare dai vice campioni d’Europa, grande sorpresa un anno fa, quando l’Italia chiudeva il torneo continentale con un misero decimo posto. Tutto diverso questa sera per la squadra di Anastasi, finalmente libera dalle catene della paura e pronta a sfidare la squadra di Bernardinho, due volte campione in carica, ma apparsa non così imbattibile come in passato. Proprio l’esperienza di Francia e Polonia potrebbe suggerire piacevoli pensieri ai tifosi azzurri, negli ultimi anni, spesso a vincere non sono sempre i favoriti, ma molto spesso gli outsider, come gli azzurri di questi tempi.

DETERMINAZIONE — Sette partite e sette vittorie, qualche momento di scoramento (come ieri sera nel terzo e nel quarto parziale), qualche passaggio a vuoto (in ricezione), ma anche la cieca determinazione di chi vuole arrivare (grande protagonista è stato ancora Cristian Savani) fino in fondo. Di chi vuole dimostrare che non è solo “figlio raccomandato” della Generazione dei Fenomeni, ma uomini che vogliono scrivere una pagina in cui sono protagonisti in prima persona. Urla il popolo tricolore: ha riscoperto la pallavolo come 32 anni fa, in un’Italia diversa, ma ugualmente unita. Retorico? Può darsi, ma anche dolcissimo come la notte romana. E sabato saranno ancora tutti lì a urlare: siam pronti alla morte l’Italia chiamò. Da Milano a Catania fino a Roma, per un sogno che s’ingrandisce.


(GAZZETTA.it)
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mercoledì 22 settembre 2010

EX ARBITRO BAYRON MORENO ARRESTATO PER DROGA


L'ex arbitro ecuadoriano Byron Moreno, che fu decisivo per l'eliminazione dell'Italia durante i Mondiali in Corea nel 2002, è stato arrestato all'aeroporto John F. Kennedy di New York mentre cercava di entrare negli Stati Uniti con almeno sei chili di eroina nascosti addosso. Lo hanno reso noto fonti della Dea, la più importante agenzia antidroga statunitense.

ARRESTATO - Secondo tale fonte i doganieri americani hanno scoperto che Moreno, attualmente impegnato come commentatore sportivo in una radio e in canale tv del suo paese, aveva nascosto la droga nei suoi indumenti intimi.

BUFFON IRONICO - «Sei chili di droga? Secondo me Moreno li aveva già nel 2002, ma non nelle mutande, in corpo...». Prova a scherzarci su, Gigi Buffon, alla notizia dell'arresto di Moreno, ma la battuta è chiaramente amara perché riapre una ferita azzurra. «A parte le battute, quando gente di sport entra in vicende di stupefacenti, vuol dire che si sta raschiando il fondo del barile», aggiunge il portiere della nazionale, tra i pali già nel 2002 quando la direzione di gara dell'arbitro costò l'eliminazione degli azzurri. «Vuol dire anche - aggiunge Buffon - che si è perso il vero senso dello sport, che sarebbe anche quello di salvare tanti ragazzi dalla strada e da giri pericolosi, come quelli della droga».


(CORRIERE.it)
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mercoledì 8 settembre 2010

SI NASCONDE NELL'AMBULANZA, QUATTRO TURNI ALL'ALLENATORE


Quattro giornate di squalifica perché, dopo l'espulsione, rientrava in campo e nascosto in un'ambulanza continuava a guidare la sua squadra. Come se nulla fosse.

Con questa motivazione il giudice sportivo della Lega Pro Pasquale Marino ha fermato per quattro turni Giuseppe Palumbo, allenatore della Paganese (prima divisione girone A). L'episodio è avvenuto domenica scorsa in occasione della sfida casalinga vinta dalla Paganese contro il Bassano (2-1).

Espulso per proteste al 14' del secondo tempo, Palumbo è rientrato dopo qualche minuto nel recinto di gioco e nascosto in un'ambulanza ha continuato a impartire disposizioni tecniche ai propri giocatori. Questo ha costretto l'arbitro a sospendere la gara per farlo allontanare. E al termine della partita lo stesso tecnico della Pagaese si sarebbe avvicinato al direttore di gara rivolgendogli un'altra frase ingiuriosa.


(REPUBBLICA.it)
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giovedì 27 maggio 2010

Voglia di Golf? Cus Torino apre i suoi impianti per una prova gratuita

30 maggio 2010 -Open Day: gratis!!! Non perdere l’occasione per provare Tennis e Golf in via Panetti!

Domenica 30 maggio dalle 10.00 alle 18.00, il CUS Torino organizza, nel proprio impianto di via Panetti 30, una giornata di prova gratuita aperta a tutti i tennisti e i golfisti di ogni livello di gioco e di età, seguita direttamente dallo Staff Tecnico dei Maestri Federali cussini.
Info: segreteria CUS Torino di via Panetti (011.6056231 - 011.6057106) – www.custorino.it.
Venite a trovarci!!!
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Ritorna a Torino Sport & the City: 13 - 20 giugno 2010

25 maggio 2010 - Sport & the City: 13 - 20 giugno 2010

A Torino arriva “Sport and city” una settimana di appuntamenti sportivi che si terrà dal 13 al 20 giugno 2010
Potranno “sperimentare” tornei e laboratori di volley, beach volley, basket, tennis, tennis tavolo, golf, tiro con l’arco, atletica, calcio a 5/7 e hit ball.
In questa settimana Torino sarà “Capitale degli Sport per tutti”, sia per i normodotati e sia per i diversamente abili.
La cultura dello sport sarà officiata da campioni, istruttori ed allenatori di fama nazionale e seguita dalla federazioni sportive del capoluogo piemontese.
La manifestazione inizierà con la cerimonia di apertura in P.zza Castello domenica 13 giugno dalle ore 10.00 alle ore 12.30 e dalle ore 14.00 alle ore 18.30.
Le attività si svolgeranno presso l’impianto CUS di via Panetti 30 a Torino da lunedì 14 giugno a venerdì 18 giugno.
Bus: n° 14 e n° 34


Programma:

- Lunedì 14 giugno: ATLETICA dalle 15.00 alle 18.00
- Martedì 15 giugno: CALCIO A 5/7 dalle 15.00 alle 18.00
- Mercoledì 16 giugno: TENNIS - GOLF dalle 15.00 alle 18.00
- Giovedì 17 giugno: BEACH VOLLEY - TENNIS TAVOLO dalle 15.00 alle 18.00
- Venerdì 18 giugno: FESTA FINALE e TORNEI dalle 16.00 alle 20.00
in centro e in alcuni parchi di Torino dove i giovani, tra i 14 e i 25 anni, e gli studenti delle scuole superiori potranno praticare gratuitamente sport tradizionali come attività di propaganda senza fini agonistici.

Trattandosi di un’attività di propaganda, non è richiesto il certificato medico; l’evento è assicurato per la responsabilità civile ma l’organizzazione non è responsabile di eventuali malori dei partecipanti.

INFO: http://www.comune.torino.it/infogio/sportandthecity/
Prescrizioni e informazioni:
Stefano Fedato
Tel. 011.6056231 - Cell. 340.4252648
Mail. stefano.fedato@custorino.it

Cus Torino
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domenica 16 maggio 2010

Inter, scudetto numero 18 Milito-gol per il tricolore

A Siena decide la 22ª rete stagionale dell'argentino, dopo una traversa di Balotelli nel primo tempo. Per i nerazzurri è il 18° titolo, quinto consecutivo



16 maggio 2010 - Sedici e diciassette: ecco il diciotto. Non è una successione numerica scontata: ore 16.17, Zanetti penetra verso l’area e tocca per Milito. Il Principe taglia fuori il difensore con un semplice movimento del corpo, e infila di diagonale di destro. E’ il gol che vale lo scudetto numero 18 per l’Inter: la Roma resterà campione solo per 36 minuti, la 22ª rete in campionato dell’argentino la rispedisce a -2. Poi un po’ di sofferenza, prima dell’urlo "i campioni d’Italia siamo noi". Mourinho corre dentro gli spogliatoi, i giocatori saltano in campo, mentre si monta il palco per la premiazione. Il braccio di ferro è finito, ma potrebbe non essere finita: il sogno di "triplete" continua, il secondo "titulo" è in bacheca.

GOL SCUDETTO — Al gol di Milito entra in campo tutta la panchina (solo Mou mantiene un certo aplomb), mentre chi era in campo finisce sotto la curva, quella piena di interisti. E’ una festa scudetto anticipata, che verrà ripresa 30’ dopo: è anche una liberazione, perché per un’oretta un pizzico di paura viene. Il 5 maggio è stato esorcizzato: non succederà un altro patatrac, ma se succede? Il dubbio si insinua nei cuori interisti per i gol della Roma, per qualche lancio in avanti alla cieca di troppo, per alcuni balbettii "vecchio stile" dei veterani, per una paratona di Curci a inizio ripresa. Paura? Ci pensa Milito: la firma scudetto non poteva che essere sua.

LA PARTITA — Ci si aspettava un assalto alla diligenza sin dal primo minuto, invece l’Inter parte con ritmi bassi, peccando in intensità per tutto il primo tempo. Nonostante sia sottogiri, la squadra di Mourinho, schierata col solito 4-2-3-1, crea pericoli. Si parte quasi sempre da destra, con cross anche dalla trequarti, di Maicon, che vanno a pescare quasi sempre Balotelli. Mario è stato preferito a Pandev: ci prova di testa, poi fa la sponda per Milito, poi si inventa una girata al volo che colpisce la traversa (38’). Curci metterà insieme almeno quattro parate, tutte d’istinto e tutte senza tuffarsi, compresa una su un tacco di Eto’o: più centrato che miracoloso. La mossa per sbloccare la situazione è inserire la quarta punta: esce Motta. Il rischio paga, dopo il gol subito Stankovic per Balotelli.

SIENA DECOROSO, DOMINIO INTER — Nonostante l’invasione nerazzurra, il pubblico senese spinge i suoi: alle 15.41 esulta per il gol di Vucinic, prima e dopo si dispera per le occasioni fallite da Ekdal e Jajalo, e si infiamma per la bomba da fuori provata da Maccarone. Il Siena gioca: non proprio alla morte, ma almeno non si scansa. Sarà un caso, ma fra i più attivi c’è Aleandro Rosi, giallorosso in comproprietà, che sfiora persino l’1-1 con un tiro cross. Da Roma non potranno rimproverare nulla, a lui e ai suoi compagni. Ma a Verona non ci sarà festa: De Rossi e compagni gliel’hanno fatto sudare, ma l’Inter ha infilato il quinto scudetto. Un dominio: ampliarlo all’Europa è la prossima missione. L’appuntamento è fra sei giorni.


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venerdì 14 maggio 2010

Inter-Bayern, 36 ore in coda per un biglietto della finale

14 maggio - Milano, via Massaua: l’indirizzo di Inter-Bayern Monaco finale di Champions League è qui e la caccia al biglietto è cominciata ieri.
Con la tensione che è salita subito alle stelle.
La vendita di 5mila tagliandi, destinati agli abbonati e agli Inter Club, ha radunato più di 150 tifosi con 36 ore di anticipo.
Domani mattina (ore 11) la Banca Popolare di Milano aprirà ufficialmente i cancelli, permettendo l’acquisto di un biglietto a testa (bisogna essere muniti di abbonamento o tessera di socio di un Inter Club, documento d’identità valido e scheda scaricata dal sito nerazzurro).Rimediate in tutta fretta delle transenne con l’aiuto dei dirigenti della banca, ieri sera sono intervenute le forze dell’ordine per permettere ai presenti di sistemarsi già in fila, dopo che si erano «autoschedati» in una lista nominativa, utile per dare la priorità e non perdere il posto.
La Bpm ha predisposto assistenza medica a partire da oggi, mentre sono stati collocati dei bagni pubblici in via Fornari. Qualcuno teme che si possa addirittura arrivare alle mani pur di accaparrarsi uno dei 5mila biglietti. Da oggi è previsto l’arrivo di oltre 20mila persone, da Taranto (tre pullman) a Bolzano (due pullman).
Il camionista in fila con i figli «Veniamo dal Sud»
C’è un camionista, disoccupato, 55 anni, con due figli. Carmine Albero viene dal Sud: «Siamo arrivati mercoledì ma qui non c’era nessuno e abbiamo deciso di tornare con due notti d’anticipo. Non ci perderemo la finale, tutti e tre abbiamo l’abbonamento». Resteranno ben posizionati dietro le transenne fino all’apertura della banca: «Non ci muoviamo, qualcuno dice che arriveranno tifosi scalmanati e cercheranno di toglierci il posto. Non ci interessa. Vogliamo i nostri tre biglietti».
La fedelissima.
Eleonora e l’amica che tifa Milan. Sembrava un oltraggio alla scaramanzia pronunciare la parola Milan. Eleonora, 28 anni, da cinque è abbonata all’Inter («Sempre in curva») e ha sfidato i due giorni di coda portandosi un’amica: «Sì, ma lei il biglietto non può prenderlo, è del Milan». Appunto. In coda con il nemico, in molti si sono chiesti che senso avesse. «Non volevo fare la fila da sola. A volte si può chiudere un occhio». Eleonora è convinta di prendere il biglietto: «L’importante è il posto al Bernabeu».
Lo studente cinese in Polonia: «La mia fede nata davanti alla tv»È nato in Cina, vive in Polonia (studia giurisprudenza). Rer Yamy, 21 anni, indossa la maglia nerazzurra: «Saranno due giorni lunghi, ma per la mia squadra farei questo e altro». Nessun dubbio su come finirà a Madrid: «Vinciamo noi, 3-1 e tutti a casa». Poi si sbilancia anche sui marcatori: «Eto’o due gol e Stankovic: mi fanno impazzire». La sua passione per l’Inter è cominciata da piccolo, suo padre guardava in tivù il campionato italiano, gli è piaciuto l’accostamento dei colori: «Ora questa è la mia fede».
L’avvocato: «Ho bigiato il lavoro da qui non mi sposto»Ieri l’avvocato non si è presentato in studio. La segretaria rispondeva: «È malato, torna lunedì». Invece, no. L’avvocato, 35 anni, milanese, ha bigiato il lavoro ed era già in fila, documenti alla mano, per acquistare il biglietto. «Non ci andrò neanche domani (oggi, ndr) al lavoro – dice Marco, l’avvocato –, sono in coda, non mi sposto da qui». Mangiare? «Chiamiamo le pizzerie: uno ha tentato di venderci una margherita a 15 euro». Anche questo, in fondo, è Inter-Bayern.

Articolo di FABRIZIO COMETTI tratto da "La Stampa"
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JUVE: sarà Del Neri il nuovo allenatore del club bianconero

14 maggio - TORINO- Ultimo a scendere in pista, ha vinto la gara, da fantastico outsider: Luigi Del Neri, 59 anni, sarà il prossimo allenatore della Juventus. Il futuro diventerà indicativo presente all’inizio della prossima settimana, quando l’accordo raggiunto l’altra sera finirà sotto gli autografi: contratto annuale, con l’opzione per il secondo anno, a circa due milioni di euro a stagione, più o meno la cifra alla quale la Samp gli aveva proposto il rinnovo. In ogni caso un bel ritocco rispetto allo stipendio attuale, sul milione, lievitabile di circa 300.000 euro con i premi (che intascherà con l’arrivo in Europa). Da subito, ha preferito la sfida bianconera, anche se alla Samp, e solo alla Samp, comprensibilmente vuole pensare fino a domenica pomeriggio: da afferrare c’è ancora una clamorosa qualificazione alla Champions League. Solo dopo verrà il tempo degli addii, e degli annunci.Ha messo il silenziatore pure la Juve, per fare il minor danno possibile in casa altrui, visto che tra i due club (e proprietà) da anni c’è un ottimo rapporto. La cautela è dunque dovuta a questo e, fino a ieri, alle (pochissime) chance di raggiungere Cesare Prandelli, l’altro candidato per la panchina bianconera: il diretto interessato avrebbe accettato, ma la situazione ambientale e i robusti dubbi dei Della Valle rendevano la trattativa difficilmente percorribile, almeno in tempi brevi. Considerando pure che per il tecnico viola meglio asfaltata pare la strada verso la Nazionale. Detto che il traguardo di ogni trattativa, e nel pallone di più, è tagliato con la firma e il deposito del contratto, una sterzata ora pare davvero improbabile: nonostante ce ne siano stati, di slalom, da Rafa Benitez in poi. Scivolando, s’è arrivati fino a Del Neri: certo, pure scorrendo una hit di preferenze, come da sempre si fa negli affari, ma non solo per questo. E l’ha garantito subito Andrea Agnelli, futuro presidente juventino, parlando al tecnico: «Abbiamo fiducia in lei».Non si tratta solo dell’allenatore sopravvissuto, insomma. Riducendo il confronto agli ultimi due sfidanti: Prandelli poteva avere più appeal, in società e tra robuste fette del popolo bianconero, ma paragonando i risultati della stagione, non c’è partita. Soprattutto in rapporto agli investimenti fatti da Fiorentina e Samp. Non dev’essere un caso che sul tecnico doriano avesse piantato gli occhi pure una volpe come Pantaleo Corvino. All’alba dei sessant’anni, che compirà il 23 agosto, Del Neri avrà così la sfida più grande della carriera: meritata, viene da dire, perché conquistata dopo aver perlustrato altre sedici squadre, dai dilettanti alla serie A. In tempi di folgoranti, e a volte deludenti, carriere, non pare roba da poco. L’annuncio di Del Neri e quello di Beppe Marotta, la prossima settimana, sarà solo il primo passo di una profonda ristrutturazione della società, pianificata da Andrea Agnelli. Appena insediato nel cda previsto appena finito il campionato, il neo presidente sarà impegnato fin da subito. In uscita ci sarà l’attuale vice direttore generale Roberto Bettega, con il quale verrà transato il contratto (fino al 2012), così come si sta trovando un accordo con il direttore sportivo, Alessio Secco. Quest’ultima carica dovrebbe sparire dal club, perché il braccio destro di Marotta, sarà Fabio Paratici, attuale capo degli osservatori della Samp: in bianconero avrà gli stessi gradi, ma pure il compito di coordinatore dell’area tecnica. Da valutare ci sono anche le posizioni del direttore commerciale Marco Fassone e del team manager Daniele Boaglio.

Articolo tratto da "La Stampa"
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giovedì 13 maggio 2010

Forlan super, Euroleague all'Atletico. Il Fulham di Hodgson sconfitto dopo 120'

13 maggio 2010 - AMBURGO
Nell’albo d’oro della neonata Europa League, fino al 2009 Coppa Uefa, l’Atletico Madrid succede allo Shakhtar Donetsk di Mircea Lucescu. Gli spagnoli hanno sconfitto 2-1 l’irriducibile Fulham dopo i tempi supplementari. Ha risolto una doppietta dell’uruguaiano Diego Forlan, in un clima di sportività, in campo e fra il pubblico. La finale di Amburgo, battuta da una pioggia nervosa, è stata godibile e ben diretta da Rizzoli, che non può non aver avvertito lo sbalzo di lealtà rispetto alla guerriglia di Roma-Inter di Coppa Italia.


Soffuso equilibrio, ha vinto la squadra con maggior qualità. Da una parte, il Fulham di Roy Hodgson, dodicesimo in Premier e giustiziere della Juventus negli ottavi (1-3, 4-1); dall’altra, l’Atletico Madrid, nono nella Liga (a un turno dal termine) e finalista pure della Coppa del Re, la squadra che ha concesso asilo politico all’ex bianconero Tiago, ieri manco in panchina. Le emozioni non sono mancate. Atletico in vantaggio al 32’, con Forlan, in leggero fuorigioco, su tiro svirgolato di Aguero; Fulham in quota al 37’, con il gallese Davies, in capo a un’azione confusa ma cocciuta. Ripresa meno spumeggiante, supplementari quasi obbligati; all’11’ del secondo, la svolta, da Aguero a Forlan, colpo di tacco e iellatissima carambola di Hangeland. Per la cronaca Forlan aveva già eliminato il Liverpool in semifinale, una rete all’andata (1-0) e un’altra, fondamentale, al ritorno (1-2 dts).

Allenato da Quique Sanchez Flores, l’Atletico non conquistava un trofeo europeo dal 1962, quando soffiò la Coppa delle Coppe alla Fiorentina. Per Hodgson si tratta della seconda Coppa sfiorata, dopo l’Uefa che, da allenatore dell’Inter, perse ai rigori contro i tedeschi dello Schalke nel 1997 a San Siro. La Spagna non scherza: dal 2004 a oggi, di sette edizioni dell’Uefa/Europa League ne ha portate a casa la bellezza di quattro: una con il Valencia, due con il Siviglia, una con l’Atletico. L’epilogo di Europa League ha rispettato la liturgia del mercoledì. Bayern-Inter di Champions avrà luogo al Bernabeu di Madrid sabato 22 maggio.

(la stampa)
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