mercoledì 2 febbraio 2011

E' MORTO L'ATTORE DANIELE FORMICA, AVEVA 61 ANNI


E' morto ieri sera a Bassano Del Grappa l'attore Daniele Formica. Aveva 61 anni ed era malato di tumore. Artista poliedrico, protagonista in teatro, cinema e tv, vive il suo momento creativo più florido alla fine degli anni '70, quando interpreta Samuel Becket in Trio per Samuel Becket al festival di Spoleto del 1977. E' il trampolino di lancio di una carriera caratterizzata da un'intelligente autoironia. affrontata sempre con rigore artistico e con una vena di Cresciuto in Irlanda,

Formica aveva studiato al Trinity College di Dublino, mentre a Londra ha inizio la sua gavetta (lavora anche sotto la direzione di Tony Richardson ne I Claudius). Nel 1973, entra nella compagnia del Teatro Stabile dell'Aquila. Poi, dopo il Festival di Spoleto, partecipa a vari film italiani, a cominciare da Cerca di capirmi di Mariano Laurenti, accanto a Massimo Ranieri. Per la televisione italiana, recita in miniserie come Lungo il fiume e sull'acqua, L'assassinio dei fratelli Rosselli e Giandomenico Fracchia. Nel 1976, è diretto da Manuel De Sica ne La domenica; poi interpreta Il giuoco delle parti e Amleto in trattoria, a teatro. Con Terapia di mucchio debutta anche alla scrittura e alla regia teatrale, riscuotendo successo.

L'esperimento si ripeterà con Madri & figli, A luce rossa e Formicando all'improvviso. Per il cinema Mario Monicelli lo dirige con Vittorio Gassman e Monica Vitti in Camera d'albergo. Sposato con Ombretta Bertuzzi dal 1990, alterna teatro, cinema e tv, di volta in volta accanto a Maurizio Micheli, Sergio Rubini e Rodolfo Laganà. Compare anche nel programma Paperissima condotto da Lorella Cuccarini e Marco Columbro, poi nel telefilm Linda e il brigadiere e nel film tv Ladri si nasce.


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EGITTO, MORTI NEGLI SCONTRI, MOLOTOV CONTRO IL MUSEO EGIZIO


L'Egitto brucia: ci sono nuovi morti e, secondo Al Jazeera, circa 500 feriti. Il bilancio del ministero della Salute parla invece di un militare morto e 403 feriti.
Per la prima volta si sono fronteggiati in piazza gli oppositori del regime con i sostenitori di Mubarak. Il paese africano, in bilico tra rivolta e rivoluzione, versa altro sangue mentre nel Museo egizio sono esplose diverse molotov che hanno fatto divampare un incendio. Il giorno dopo il "milione in piazza" migliaia di manifestanti antiregime non mollano: hanno ascoltato l'appello dell'esercito di tornare a casa ma sono rimasti in piazza Tahrir, nel centro del Cairo, indifferenti anche all'annuncio di Hosni Mubarak di non volersi ricandidare alle presidenziali di settembre. Molti hanno trascorso la notte bivaccando lì, nel luogo simbolo della rivolta sotto gli occhi del mondo, nonostante il coprifuoco. Martedì la «marcia del milione» si era svolta senza incidenti, ma il movimento di protesta, iniziato il 25 gennaio e costato la vita ad almeno 300 persone secondo un bilancio non confermato, non si ferma.

MORTI NEGLI SCONTRI COI SOSTENITORI DI MUBARAK - In piazza Tahrir, da quando un gruppo di manifestanti pro-Mubarak è entrato nel grande spiazzo, sul lato del museo egizio, è esplosa la tensione, con scontri violentissimi tra i manifestanti delle opposte fazioni: centinaia di feriti e, secondo Al Jazeera, anche alcuni morti. I sostenitori del presidente erano armati di spranghe e coltelli e, secondo alcune voci degli oppositori al regime, anche di armi automatiche. Un gruppo è arrivato a cavallo, in borghese, e altri su cammelli: hanno caricato i manifestanti nella zona nordorientale della piazza. In fiamme la sede dell'ex ministero degli Esteri egiziano, un edificio di epoca coloniale considerato patrimonio artistico del Cairo. Con ogni probabilità la causa è dovuta al lancio di molotov da parte dei manifestanti pro Mubarak.

ELBARADEI INVOCA L'INTERVENTO DELL'ESERCITO - ElBaradei ha invocato l'intervento dell'esercito: «Chiedo ai militari di intervenire per proteggere le vite egiziane». L'ex direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha anche detto di avere le prove che quelli che hanno attaccato i manifestanti anti-governativi erano poliziotti.

STOP AL PARLAMENTO - Intanto è stata sospesa l'attività della Camera e del Senato, in attesa che il tribunale del Cairo si pronunci in via definitiva sui ricorsi presentati da alcuni candidati non eletti nelle ultime consultazioni politiche. Lo ha annunciato la tv di Stato egiziana. Un provvedimento di questo tipo era stato già preannunciato martedì nel discorso del presidente Hosni Mubarak ed è volto a rispondere alle richieste dei partiti di opposizione che non hanno rappresentanti in Parlamento.

NO DEL GOVERNO ALLA TRANSIZIONE IMMEDIATA - L'Egitto rifiuta gli appelli a una transizione immediata del potere: lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Hossam Zaki, dopo i ripetuti inviti in questo senso della comunità internazionale.

FIAMME NEL MUSEO EGIZIO - Si è sviluppato un incendio all'interno del museo egizio del Cairo, che si trova in piazza Tahrir, teatro degli scontri. L'incendio è divampato dopo il lancio di molotov durante gli scontri tra sostenitori ed oppositori del presidente Hosni Mubarak. Unità dell'esercito sono intervenute per spegnere le fiamme che si sono sviluppate anche in altre zone della piazza Tahrir.


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GRAPPA ALLA MARIJUANA, DUE ARRESTI


TORINO - Due persone sono state arrestate dai Carabinieri a Torino per aver prodotto «grappa alla marijuana» e per aver trasformato due camere di un appartamento in «serre» per la coltivazione delle piantine.

Oltre alle «serre», dotate di impianti di illuminazione, ventilazione e deumidificazione, i militari hanno sequestrato 14 bottiglie di grappa mescolata a marijuana, 46 piantine di marijuana, quattro barattoli di semi e sei etti di sostanza stupefacente.

I due arrestati sono Davide Tagliati, di 42 anni, e la sua compagna, Arianna Fresi, di 37 anni, entrambi di Torino.


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IL PROFESSORE UCCISO ERA STATO INSULTATO


TORINO - C’è attesa, per i risultati dell’autopsia sul corpo dell’architetto Antonio Bonavista, 42 anni, trovato morto nella sua mansarda di via Rossini 12, nella notte tra lunedì e martedì. Era professore di educazione artistica, amava la pittura ed era un noto e apprezzato studioso di Vivaldi. Adesso i suoi alunni dell’istituto statale Calamandrei hanno deciso di organizzare una mostra con i disegni e i quadri composti durante le sue lezioni. Tra gli studenti, i professori e le famiglia, superato lo choc della notizia della morte improvvisa del docente, che in passato ha lavorato anche in altre scuole di Torino e del Canavese, adesso c’è tanta commozione e voglia di ricordarlo in qualche modo.

Sul fronte delle indagini, coordinate dal pm Eugenia Ghi ed affidate alla sezione Omicidi della squadra mobile, nessuna novità di rilievo. Il medico legale aveva escluso la presenza di tracce di violenza sul cadavere, trovato seminudo sul letto del piccolo bilocale, al quarto piano del condominio che condivide il cortile interno con il Teatro Gobetti.

Restano alcuni dubbi da verificare ulteriormente, anche alla luce di alcune circostanze di cui il professore, originario di Matera dove vive la mamma, era stato protagonista. Nei primi mesi del 2010, aveva infatti presentato una denuncia contro ignoti ai carabinieri poiché erano comparse delle scritte oltraggiose e insulti (a proposito delle sue presunte inclinazioni sessuali) all’interno dell’istituto dove insegnava con un incarico a tempo. Antonio Bonavista era rimasto molto addolorato, quasi stroncato dal dolore. Che aveva manifestato solo a pochi amici fidatissimi. E ancora: sempre nei primi mesi dell’anno scorso era rimasto coinvolto in uno spiacevole e delicato episodio, avvenuto su un treno. Da questi e altri dettagli, emerge il ritratto di un uomo colto, sensibile e assai intelligente, dalla personalità ricca di misteriosi chiaroscuri.

Il piccolo alloggio di via Rossini, trovato con la porta semiaperta da una collega, preoccupata poiché la mattina non si era presentato agli scrutini, era in uno strano disordine, come se qualcuno avesse cercato qualcosa, soldi o preziosi negli armadi e sui ripiani della camera da letto. La polizia sta cercando di ricostruire, se al momento del malore mortale, fosse stato solo in casa o in compagnia di un amico. Dal primo esame della Scientifica, non emergerebbero però elementi in grado di confermare questo aspetto della storia.

La preside e i colleghi del Calamandrei lo ricordano anche per la sua estrema riservatezza, non avevano neppure la sua e-mail e non sapevano dove abitasse.

«A scuola - spiega la preside Laura Arossa - ha sempre avuto un comportamento irreprensibile, disponibile con i ragazzi, aiutava chi era in difficoltà. Un insegnante severo ed esigente, molto preparato».


LaStampa
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martedì 1 febbraio 2011

PENSIONE DA 9 EURO, COLPA DEL CONGUAGLIO DELL'INPS


PISTOIA – Andare a ritirare la pensione e scoprire di dover vivere con soli 9 euro al mese. E’ successo a numerosi anziani ai quali l’Inps ha ricalcolato le ritenute fiscali dell’intero anno 2010 recuperandole integralmente nei soli mesi di gennaio e febbraio 2011. Dal momento che si tratta di pensioni minime, sui 600 euro al mese, questi cittadini avranno nei mesi di gennaio e febbraio nove euro con i quali dovrebbero vivere. La denuncia arriva dal vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, che ha presentato un’interrogazione assieme ad altri senatori della commissione Lavoro del Pd, tra cui Achille Passoni, Paolo Nerozzi e Giorgio Roilo, sottoscritta anche da Pietro Ichino e dell’ex ministro del lavoro Tiziano Treu.

Uno di questi casi è stato riportato all’attenzione dei senatori del Pd da una pensionata di Pistoia che, invece dei 583,53 euro che avrebbe dovuto ricevere di pensione, si è vista pagare al netto per il mese di gennaio la somma di 9 euro. “Come se niente fosse – sottolinea il senatore Pd – l’inps ritiene che un cittadino in Italia possa vivere con 9 euro al mese. Si è di fronte a casi nei quali il cinismo burocratico non si rende conto della realtà che vive buona parte degli anziani del nostro Paese”.

Insomma, “è inaccettabile – continua Chiti – che persone, già in condizioni precarie e a rischio povertà, siano costrette a fronteggiare tali difficoltà. Occorre che le frange più deboli e fragili della popolazione siano protette e non abbandonate a loro stesse. Ci attendiamo – conclude Chiti – un chiarimento da parte del governo e un intervento della stessa Inps per porre rimedio a queste situazioni, dilazionando il recupero in un tempo assai più ampio. Donne e uomini anziani, che dopo una vita di lavoro, devono far fronte ai problemi della quotidianità con meno di 600 euro al mese, avrebbero bisogno in un Paese avanzato di sostegno e pensioni adeguate e non meritano certo trattamenti simili”.


BlitzQuotidiano Leggi tutto...

SINDACO KIEV SPARITO DA 6 MESI, NESSUNO SE N'E' ACCORTO


Ufficialmente e' in ferie, ma nessuno sa esattamente dove sia. Eppure si tratta del sindaco di una capitale come Kiev, sparito da sei mesi senza che nessuno ci facesse caso. L'oligarca ucraino Leonid Cernovetski, 60 anni, noto anche per le sue stravaganze, ha fatto perdere le sue tracce in patria costringendo il premier Nikolai Azarov a disporre ricerche. I media ucraini ipotizzano che sia a Tbilisi per affari, ma il mistero rimane.


ANSA Leggi tutto...

EGITTO, MUBARAK NON SI RICANDIDERA', DUE MILIONI IN PIAZZA


Si concluderà con un discorso di Hosni Mubarak in tv la giornata della mega manifestazione al Cairo in cui una marea di cittadini, si parla di due milioni di persone, hanno chiesto le dimissioni del presidente egiziano. La tv satellitare Al Arabiya spiega che Mubarak dovrebbe annunciare l'intenzione di non ricandidarsi alle presidenziali di settembre ma di restare comunque in carica fino a fine mandato.

MEGA-MANIFESTAZIONE - L'obiettivo degli organizzatori, il movimento 6 Aprile, era portare in piazza un milione di persone per dire dare la spallata finale al presidente Hosni Mubarak. I numeri esatti non si conoscono ancora, ma di certo sono centinaia di migliaia - e secondo alcuni fonti locali si sono superati i due milioni -, i manifestanti che si sono radunati in piazza Tahrir al Cairo, per chiedere un cambio al vertice dello Stato. Un secondo corteo è stato organizzato ad Alessandria e in tutto il Paese è in corso uno sciopero generale. La tv di Stato egiziana ha invitato i cittadini a rimanere in casa ed evitare di unirsi alle manifestazioni, temendo possibili episodi di violenza. Al tempo stesso, militanti e dirigenti del Partito nazionale democratico di Mubarak starebbero preparando una contro-manifestazione ad Ismailiya in suo favore, anche se il clima generale non sembra molto propizio all'uomo che guida l'Egitto ormai da tre decadi. Intanto, interrotte le comunicazione telefoniche e quelle via internet, Google è riuscito a «salvare» le comunicazioni degli egiziani con l'esterno, grazie a un accordo con Twitter.

ULTIMATUM A MUBARAK - Una cinquantina di associazioni non governative hanno esortato Mubarak a farsi da parte, per evitare altri bagni di sangue qualora le manifestazioni di piazza degenerassero. L'Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, Navi Pillay, ha annunciato che si stimano già in 300 le persone morte nelle proteste degli ultimi giorni a cui si aggiungerebbero più di 3mila feriti e centinaia di arrestati. Intanto, è atteso oggi il rientro al Cairo di Ahmed Zewail, uno dei candidati più forti alla presidenza nel dopo-Mubarak. Anche Zewail, così come Moahmmed ElBaradei, è stato insignito di un premio Nobel: è accaduto nel 1999 per le sue ricerche sui laser applicati alla chimica. ElBaradei, dal canto suo, è tornato oggi a chiedere a Mubarak di lasciare «se vuole davvero salvare la pelle». E ha dato anche un ultimatum: se ne deve andare entro venerdì.


Corriere Leggi tutto...

IL GIALLO DEL PROFESSORE TROVATO MORTO NELLA MANSARDA


TORINO - Seminudo sul letto, il corpo leggermente piegato verso sinistra, appoggiato a un cuscino. La mansarda di via Rossini 12 è un piccolo, angusto monolocale. Due ingressi, il secondo nel cortile del teatro Gobetti. L’ombra di un giallo sfiora la morte, in apparenza accidentale, di un professore di educazione artistica dell’istituto privato Calamandrei, Antonio Bonavista, 45 anni. Viveva solo, circondato da libri e spartiti musicali. Avrebbe dovuto entrare in aula, come tutti i giorni, alle 8 di mattina. Ma nessuno, a scuola, lo aveva visto. Due colleghi, ieri sera alle 20, sono andati a cercarlo in casa. La porta era bloccata solo dal fermo della serratura. Hanno così avvertito il 113. E’ bastato spingere i battenti per aprirla. All’interno, uno strano disordine. «Antonio era così meticoloso, inspiegabile che non si fosse fatto vivo per l’intera giornata. Ho pensato che si fosse sentito male, per questo siamo andati a casa sua, il telefono ha squillato a vuoto per ore».

Il primo esame necroscopico del medico ha escluso segni di violenza. Ma il capo della sezione Omicidi della mobile, Luigi Mitola, non si sbilancia: «Bisogna aspettare l’esito dell’autopsia, al momento non c’è alcun elemento che si tratti di un delitto».Il sostituto procuratore di turno, Eugenia Ghi ha dato infine il benestare per la rimozione della salma. A mezzanotte i necrofori hanno trasferito il cadavere del professore nell’obitorio del cimitero parco.

Antonio Bonavista insegnava alla scuola media statale Calamandrei di corso Benedetto Croce. La C la sua sezione. Gentile, educato, disponibile con tutti, ciò che è certo è che Antonio Bonavita aveva un’autentica passione per Vivaldi. Una passione nata dalla sua vocazione musicale e per essere originario di Pomarico, vicino a Matera, dove era nata anche la madre.

Il Comune di Pomarico dedica un festival a Vivaldi e Bonavista ne era stato il promotore, il presidente del comitato organizzatore, l’animatore. Mentre gli agenti della Scientifica sono al lavoro, nel cortile del palazzo circolano voci e commenti. A proposito di presunte minacce subite dal professore a scuola, che riguarderebbero aspetti personali della sua vita. Ma non ci sono conferme, da parte degli inquirenti. Oggi, ripartono le indagini della squadra mobile. Saranno visionate le immagini registrate dalle videocamere del parcheggio sotterraneo del Gobetti.


LaStampa
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